DELLA STORIA ROMANA 39 Cicero de senect. c. 4 ). Quarantesimo quinto Lustro fatto dai censori M. Livio Salinatore e C. Claudio Nerone (Fast. Capitol. T. Livio 1. XXIX c. 37} Val. Mass. 1. II c. 9 n. 6). V’ebbero parecchi prodigii} la grandine caduta sulle campagne, la folgore scrosciante con-tra le mura c le porte di alcune città } un gemino sole sull’orizzonte comparso ad un tempo, un orribile fragore scoppiato nel tempio di Giunone a Lanuvio ( Tito Livio c. 14 ). Viene inoltre dai deputati di Locri esposto al senato che la guarnigione romana, colà stanziata, avea derubato i tesori sacri del tempio di Proserpina ( Tito Livio cap. 18). I quali presaggii c 1’ oltraggio fatto alla religione, contrapposti alla dedicazione di un tempio e all’arrivo di una nuova Divinità, indussero i pontefici a non invertire punto P ordine consueto che escludeva dall’ intercalazione Panno seguente. Consoli: Gn. Servilio Capione, C. Servilio Gemino, entrano in carica il i5 marzo romano 55i, 14 febbraio giuliano 2o3 av. G. C. OTTAINT. PRIMO DITTATORE P. SULPIZIO GALBO MASSIMO. 204. - 2o3. Sedicesimo anno della guerra ( Tito Livio 1. XXX c. 1, 29 e 21 ; App. Annib. p. 348)} terzo dopo la dittatura di Q. Cecilio Metello dell’anno 54g ( lito Livio c. a3 ) } e quinto dopo il voto fatto dal dittatore Manlio di dare una seconda volta i gran giuochi j>er la prosperità della repubblica (Tito Livio cap. 2). Scipione dopo aver intavolata con Siface negoziazione di pace , esce in campo al principio della primavera seguente ( Tito Livio 1. XXX c. 3 ) , come attesta Polibio (I. XIV c. 2)} e la riotte dopo appica il fuoco ai due alloggiamenti dei Numidi e dei Cartaginesi. La circostanza riferita da Polibio dell’ avvicinarsi di primavera, porta