DELLA STORIA ROMANA 107 12 delle calcndc di marzo romano ( Tito Livio c. 28 ) , e per conseguenza nel mese intercalare, 3 novembre giuliano. Benché in quest’anno sia piovuto sangue e terra, c sieno nati animali a tre piedi (Tito Livio c. 20) questi prodigii furono però compensati dalla morte di Fulvio censore, avvenuta 1’ anno precedente. Dopo la sua censura, se gli intorbidò lo spirito, e fu trovato morto nella sua stanza-, i Romani attribuirono la sua aberrazione mentale c la sua morte alla collera di Giunone Lacinia (Tito Livio c. 28; Val. Mass. lib. I c. 1 n. 20) c credettero che la vendetta celeste caduta su Flavio, liberasse Roma dal gastigo dovuto al pubblico sacrilegio commesso da questo censore; ma nell’aspettazione di una nuova guerra, tutta 1’ attenzione dei Romani si rivolse sopra un altro prodigio (Tito Livio c. 20): un turbine rovesciò la colonna rostrale, innalzata da M. Emilio c Scrv. Fulvio dopo il loro trionfo dell’anno 5oo nel corso della prima guerra punica: gli aruspici consultati su tale avvenimento, risposero che le prore ornanti cotesta colonna, procedendo dalle spoglie riportate sui nemici della repubblica annunciavano colla loro caduta la sconfitta dei popoli cui andavasi allora a combattere, non che l’ingrandimento dell’impero: questo presagio, il più proprio a rilevare il coraggio del popolo e ad animarlo alla guerra decisa contro Perseo, determinò i pontefici a porre l’intercalazione all’ anno seguente, che non era intercalare di regola. Consoli: P. Licinio Crasso, C. Cassio Longino, entrano in carica il i5 marzo romano 583, 28 novembre giuliano 172 av. G. C. Tribuni del popolo: M. Fulvio Nobiliore, M. Claudio Marcello (Tito Livio lib. LXII c. 32). 172.- 171. Questi consoli entrarono in carica agli idi (i5) di marzo romano (Tito Livio lib. XLII c. 22); donde segue che l’ahiio consolare, sregolato dall’ interregno dell’ anno 579, si riordinò nel susseguente 58o da se medesimo ed in forza della regola al giorno fissato pel suo rinnovarsi (V. l’anno 58o). Anno primo della gucr-