6 COMPENDIO CRONOLOGICO 2i6.-2i5. Anno 3.” della guerra (Tit. Liv. 1. XXIII c. 3o ) nell’olimpiade i4o.a (Polib. lib. Ili c. ng):era Panno quarto di quest’olimpiade, che finì al mese di luglio giuliano. Disordinamento dell’anno consolare, occasionato dall’interregno dell’anno precedente. Siccome v’ebbero due interré, giusta Tito Livio (lib. XXII c. 34), il rinnovamento del consolato, da prima fissato al i5 marzo romano, portassi al 25 del mese stesso. I consoli precedenti continuarono a comandare l’esercito romano sotto il titolo di proconsoli, e restarono nello stesso campo tutto l’inverno e tutta la primavera (Poi. lib. Ili c. 107 e 108). Ma la penuria di viveri avendo obbligato Annibaie, benché si avvicinasse il tempo del ricolto, a recarsi in quella parte dell’Apulia, ove il clima più caldo maturava con maggiore prontezza i grani, marcia e s’impadronisce di Canne, nel mese di giugno giuliano. Giusta Polibio (c. 108) di cui seguiamo la narrazione:, giunsero ivi i consoli, e Tito Livio (c. e segg.) suppone ch’es-si avessero dapprima già raggiunto i proconsoli. Dissen-zione tra i consoli : Varrone voleva combattere, e un vantaggio da lui riportato sui foraggieri di Annibaie, aumenta la sua temerità (Polib. c. 3 ; Tito Livio c. 41 e 44)-Battaglia di Canne, il 4 delle none (2) di agosto romano (Aulo Gcllo lib. V c. 17; Macrobio lib. I c. itì) 5 settembre giuliano. Tito Livio (c. 46)5 Appiano (p. 325)} Plutarco (Vita di l’abio), Floro (lib. 11 c. 6) e Zonara, dicono che i Romani attesa la posizione scelta da Anni-baie, aveano dirimpetto il sole allora cocentissimo, e sotto il solilo di un vento locale, chiamato nel paese Vul-turno, il quale sospingendo negli occhi loro la polvere delle inaridite campagne, impediva ad essi di veder il nemico. Anche Silio Italico (lib. IX v. 491 e 1. X v. 206) asserisce che quel vento gettava in faccia ai Romani ardente sabbia. Queste circostanze s’ attagliano colla data del 5 settembre giuliano ; stagione in Italia di grandissimo calore. La vittoria di Annibaie fu compiuta. Perirono il console Emilio cd il proconsole Servilio. Vairone fuggì a Venosa non avendo secolui che 70 cavalieri. Fu tanta la perdita dei cittadini, che proibendo religione alle persone in lutto di intervenire alla festa di Cerere, che