a58 COMPENDIO CRONOLOGICO la procella che gli romoreggiava il’intorno. Per colmo di sciagura, Lucio Opimio, dichiarato di lui nemico, fu eletto console in una a Quinto Fabio Massimo Emiliano, nipote di Scipione PAfricano, chiamato il Juniore (i). Verosimilmente egli fu quel propretore nella Spagna ch’era stato biasimato da Caio: i suoi sentimenti non dovevano essere in opposizione con quelli del suo collega. L’inimicizia tra Caio ed Opimio, eh’ erasi già manifestata per P inanzi, scoppiò allora con maggiore violenza che mai, e fu portafa all’ ultime èstremità (a). Ma questi avvenimenti appartengono all’ anno susseguente, e prima di terminare la storia di questo, conviene occuparti per un momento della guerra già cominciata da Sestio sul suolo francese. Egli trionfò dei Salii in quest’anno nella sua qualità di proconsole (3). Benché i Salii fossero soggiogati, non era però ancor finita la tenzone. 11 loro infortunio (4) e il timor senza dubbio' di provare un simile destino, fecero prender parte nella loro controversia ad alcuni popoli vicini e possenti. Il cònsole Domizio, giunto nelle Gallie^ trovò più nemici che non ne avea vinto Sestio. Teutomalius , re dei Salii, erasi ritirato presso gli Allobrogi, che animosamente intrapresero la sua difesa: e Betultus, re .degli Auver-gnati, latinamente Arverui, che avea dato asilo ne’ propri Stati a molti capi della vinta nazione , inviò pure a Domizio un’ambasceria a domandargli il suo ristabilimento (5) nel tempo appunto in cui questo generale era intento a popolar la colonia istituita da Sestio, che dovea eccitare la curiosità degli Auvergnati. Questi popoli n’ e-rano cosi finitimi che possedevano sulle sponde del Cala-von alla parte opposta della Duranza, il monte Alvernico, chiamato oggidì la Torre di Sabran (6). • , (i) Stor. univ. tradotta dall’ inglese t. 8 p. 54*» (2) Stor. di Rollin t. g p. 98. (3) Fasti consol. V. le antichità del Dipartili), di Vaichiusa 246. (4) Stor. di Rollin t. 9 p. 128* (5) Idem p. 129. « (6) Memorie per servire alla stor. del dipartim. di Valchinsa. Parigi, 1808 p. 166«