DELLA STORIA ROMANA 43 quella dell’ eclisse e colla celerità usata in questa spedizione dal generale romano, il quale temendo, giusta Tito Livio (cap. 36) non soprarrivasse un successore a rapirgli la gloria di concliiudere la pace , l’accorda stando in Tunisi agli ambasciatori cartaginesi che l’avea-iio quivi seguito. In tal guisa il trattato progettato da Scipione dopo la disfatta di Vermina del 2 novembre giuliano , fu concluso sul finir di quest’ anno consolare che terminavasi col ^4 gennaio venturo. Annibaie procurando di scusarsi in una radunanza del popolo a Cartagine per non conoscere le costumanze di una città libera, osserva che essendo egli uscito di patria all’ età di nove anni, non vi ritornava che dopo 36 anni di lontananza ( Polib. 1. XV c. 19; Tito Livio c. òy ). Egli avea dunque lasciato quella città l’anno 5i6, ed era nato l’anno 5o8 (V. cotest’anni ). Dittatura di C. Servilio Gemino con 1*. Elio Peto , maestro della cavalleria per presederc ai comizii consolari ( Fasti Capitol., Tito Livio c. 3g ). Questo dittatore avea convocati parecchie volte i comizii, ma turbini e tuoni impedirono sempre che si tenessero} di guisa clic per non essersi fatta reiezione (Tito Livio c. 49 ) 5 la vigilia degli idi (i4) di marzo romano, in cui i consoli di quest’anno uscivano di carica, la repubblica rimase senza magistrati curuli. Il dittatore non abdicò punto : un senato-consulto autorizzollo, secondo lo stesso Tito Livio, a dare unito al maestro della cavalleria i giuochi consacrati a Cerere , che cominciavano la vigilia degli idi (12) di aprile romano, e duravano sino il 12 delle calende di maggio, ig del mese stesso (antico calendario, inscrizione riferita da Siecama sui l'asti c. 10). I nuovi consoli non erano quindi ancora in carica il ig aprile romano } altrimenti non sarebbe stato d’ uopo di lasciare ¡11 esercizio un magistrato nominato unicamente per procedere alla loro elezione c ricorrere a questo dittatore per celebrar i giuochi di Cerere, lo che si poteva fare dai consoli. Prodigii in Roma: independente-mente dai turbini, dal tuono e dall’ eclisse , di cui par-lossi di sopra, si aperse un abisso a Velletri, v’ ebbero grandine e inondazioni straordinarie (Tito Livio c. 38). Le acque del Tevere, al dire di Tito Livio , essendo