DELLA STORIA ROMANA 131 il giorno fi ella festa ilei Quirinali ( Fasti Capitolini, Tito Livio c. 43) , il 17 febbraio romano dell’anno vegnente 588, 12 dicembre giuliano dell’anno 167 av. G. C. In quest’anno, secondo Tito Livio ( c. 44)? v* ehbe intercalazione , e le calende intercalari che avvennero come di regola la domane delle Terminali; quindi i pontefici non trasposero in quest’anno il giorno di eccesso come fatto aveano l’anno 585 (V. l’anno 584). Manifcstaronsi in quest’ anno alcuni prodigii (Tito Livio c. 16; Giulio Obsequente c. 70 ) ; ma i trionfi che fecero versare in Roma la maggior parte delle ricchezze di Macedonia e di Grecia, non che il favore meritato dal console Q. Elio Peto, allora augure (Tito Livio 1. XLI c. 21 ), non permisero ai pontefici di sopprimere 1’ intercalazione regolare dell’ anno seguente. Consoli: C. Sulpizio Gallo, M. Claudio Marcello, entrano in carica il i5 marzo romano 588, 3o gennaio giuliano 166 av. G. C. 167.- 166. Il console M. Claudio Marcello, incaricato della guerra dei Galli ed il suo collega C. Sulpizio Gallo, spedito contro i Liguri , vincono contro di essi alcune battaglie ( Epitom. di Tito Livio I. XLVl; Giulio Obsequente c. 71 ). In quest’anno si rappresentò per la prima volta al teatro la comedia di Terenzio , intitolata Andria, durante i giuochi Megalesi ( Titul. Andriae Te-reut. ) i quali cominciarono la vigilia delle none (4) aprile romano, 19 febbraio giuliano dell’anno 166 av. G. C. Irionlo del console M. Claudio Marcello sui-Galli, nel mese intercalare ( Fasti Capitolini ) dell’ anno vegnente 5^9 5 1,0 gennaio giuliano. Trionfo del console C. Sulpizio Gallo sui Liguri il 10 delle calende di marzo ( Fasti Capitolini) , 19 del mese intercalare, 19 genna- io giuliano. La data del mese intercalare apposta ai trionfi celebrati da questi consoli prova esservi stata un’ intercalazione a quest’anno consolare, e per conseguenza al mese di febbraio dell’ anno seguente , il solo che siasi trovato in cotesto consolato , che si attuò il i5 marzo del presente. Kcnchò vi sicno stati molti prodigii ( Giulio Tom. V. * 8 *