DELLA STORIA ROMANA 937; Orqsio lib. V c. 10; Eutrop. lib. IV c. 20 ) , oecliè prova non aver esso proconsole trionfato in Roma, come asseriscono Valerio Massimo (lib. Ili c.4n. 5) e Vellcio ( lib. II c. f\ ). Destatisi turbolenze a Roma per la legge agraria di T. Gracco. Scipione induce il senato a spogliare i triumviri dell’ esecuzione di quella legge e ad investirne il console Sempronio Tuditano ( App. de Bell. Civ. lib. I p. 36o e 361 ; Epitom. di Tito Livio lib. LIX). Se non che questo console essendo partito per le Alpi, la lasciò ineseguita e quindi ricadde sopra Scipione tutta 1’ animosità e 1’ odio del popolo. ( Appiano pag. 361 : Plutar. Apoft. Rom. pag. 201). Il console Sempronio Tuditano riporta vittoria sulle Alpi contro gli lapidi (Epit. di Tito Livio lib. LIX; Appian. in 11-lyr. p. 761; Plin. lib. Ili c. ig). Morte di Scipione: da alcune traccie osservate sul suo cadavere si credette essere stato strozzato nel proprio letto ( Cicer. ad Q. Fratr. lib. Ili epist. 5; Vellcio lib. II c. 4} Oros. 1. V c. 10; Aurelio Vitt. Vita di Scip. Emii). Insorsero sospetti su molte persone ed anche sopra sua moglie, sorella dei Gracchi ( Cicer. in Somn. Scip. ad Famil. lib. IX epist. 21 • et ad Q. Fratr. lib. II epist. 3, Appiano p. 36i ; Plut. Vita di C. Gracco p. 83g; Orosio lib. V c. 10). Trionfo del console C. Sempronio Tuditano sugli lapidi il giorno delle calende di ottobre romano, dell’anno 625 (Fast. Cap.) i\ aprile giuliano dell’anno i2g av. G. C. La morte di Scipione rimase impunita (Epit. di Tito Livio lib. LIX; Plut. Vita di C. Gracco p. 83g; Val. Mass. lib. V c. 3 11. 2; Cicer. prò Milon. c. 7). Consoli : Gn. Ottavio, T. Annio Lusco Rufo, entrano in carica il i.° gennaio romano 626, 22 luglio giuliano i2g av. G. C. 129.-128. Quest’anno è il 626.0 varroniano di Roma ( Plin. lib. XXXIII c. 11). La gente dabbene riguardò con orrore la perdita di Scipione meritevole dell’ immortalità ( Cicer. prò Milon. c. 7 e de amicit. c. 3). Il popolo però la vide con indifferenza, ed anzi si oppose a qualunque procedura per discoprirne gli autori. (Plutar.