DELLA STORIA ROMANA 5g facendo, giusta Tito Livio (c. 26 ) mietere nella campa- §na circostante i grani che trovavansi maturi ^ devasta e ¡strugge quanto non era ancora in ¡stato di esser mietuto, c parte onde attaccare il tiranno nella stessa Lacedemonia. Quindi l’armata romana si pose in marcia per costà al tempo della messe , clic cominciava nella Grecia verso il maggio giuliano. L’assedio di questa capitale somministrò occasione agli Argii di scacciare dal loro paese la guai»-nigione lacedemone, e di rivendicarsi a libertà ( Tito Livio c. 35 e 4° )• I mali della guerra non aveano permesso alla città di Argo di celebrar i giuochi Nemei nel giorno fissato per tale solennità: in mezzo ai trasporti di gioja prodotti dalla riacquistata libertà, ordinò essa che venissero dati, aprendoli il giorno in che il proconsole romano e la sua armata fossero di ritorno in Argo e potessero intervenirvi (Tito Livio ibid.). Quinzio nominato a preside della loro assemblea, pubblicar fece in essa la libertà degli Argii. I giuochi Nemei si davano ad ogni due anni ( Stazio, Thcobaid. 1. IV. v. 722 , e I. VII v. g4\ lo Scoliaste di Pindaro , argom. 2 e 5 ). Per questo motivo dice 1’ imperatore Giuliano (Epist. prò Argirio ) che v’ erano due sorta di tali giuochi. Gli uni si tenevano nella state alla fine del terzo , e verso 1’ anno 4” di ciascuna olimpiade, come si vide all’ anno 537: gli altri nel verno (Pausania, Eliac. 2 c. iti , e Corinth. c. i5), diciotto mesi dopo i primi alla metà del primo anno olimpico. Essi dovrebbero dunque essere stati solennizzati nel verno di quest’anno, primo della olimpiade 14t>.a, ma in allora la città d’Argo gemeva sotto il giogo di Nabi , che non iscosse se non nel corso dell’assedio di Lacedemonia, assedio che non ebbe principio se non dopo l’inverno al tempo della messe (Vedi qui sopra). Dopo i giuochi , Quinzio si trasferì a passar l’inverno in Elatia (Tito Livio 1. XXXIV c. 4l e 4^)i donde appare che i giuochi Nemei furono dati in questo anno straordinariamente verso il tempo degli acquartieramenti militari d’inverno, e che dall’inverno furono rimessi alla fine dell’autunno. Benché in quest’ anno non vi sieno stati prodigii, siccome però neppur nulla di favorevole avvenne per la religione, cd i pontefici erano