DELLA STORIA ROMANA ni il quadrante di Catania, comunque esso fosse difettoso, nè prima di quest’ anno s’ erano avvisati di rinvenire una norma più certa, non si può loro attribuire l’acquisto di esatte nozioni astronomiche se non se intorno all’ epoca presente mercè le relazioni che aveano allora coi Greci. C. Sulpizio Gallo avea già calcolato, e pronunciato all’esercito di Paolo Emilio P eclisse di luna dell’anno 586 (Tito Livio lib. XLIV c. òj). Lo stesso censore Q. Marcio Filippo fece erigere in una piazza a Roma la statua della Concordia (Cicerone prò Domo c. 5o). Una nuova malattia procedente dalla Gallia Narbonese detta carbone provenzale si sviluppò a Roma sotto questi censori ( Plin. lib. XXVI c. 1 ). Morte del console Q. Cassio Longino. I Fasti Capitolini non accennando nel far menzione della sua morte che sia egli stato surrogato da altro console, convicn presumere eh’ egli abbia cessato di vivere sul finire del suo consolato. Ora una malattia di nuova indole introdottasi in Roma e la morte di un console bastato avranno per distogliere i pontefici dall’intercalazione straordinaria all’ anno seguente, che non era regolarmente intercalare, non essendovi niun motivo, od avvenimento favorevole che potesse concorrere alla sua prolungazione. Consoli: T. Sempronio Gracco II, Man. Giuvencio Thalna, entrano in carica il i5 marzo romano 5c) i , 12 febbraio giuliano i63 av. G. C. 164.- i63. Questo consolato cade all’anno capitolino 5go di Roma nel quale venne per la prima volta rappresentata ai giuochi Megalesi che cominciarono il 4 aprile romano, 4 marzo giuliano dell’ anno 163 av. G. C. la commedia di Terenzio intitolata Ilerautontìmorumenos. II senato invia ambasciatori in Siria Gn. Ottavio, Sp. Lucrezio e L. Aurelio per calmare le turbolenze tra Filippo nominato da Antioco Epifane a tutore del giovine re Antioco Eupatore, e Lisia, ajo di questo principe il quale s’era impadronito del governo. Le istruzioni di cotesti ambasciatori portavano pure di obbligare il re di Siria a limitar le sue forze sì in elefanti che in vascelli al numero prescritto dal trattato di pace concluso tra Antioco