DELLA STOMA ROMANA 1179 lontana si divideva in dodici oncie, e che ¡¡¡/.apci nc esprimeva i due terzi. Non essendosi nel discorso preliminare fatto parola di peso, abbiam creduto dover supplirvi in quello che precede la presente storia. Ciò ci parve tanto più necessario perchè Rollin valuta queste diecissette libbre ed otto oncie romane a circa quattordici libbre del nostro peso; ciò eh’è ben differente dal risultamento delle nostre tavole , in cui non troviamo a peso di marco che 11 libbre , 7 oncie e 7/2/jr , ovvero all’ incirca 277 di un’oncia, ciò che fa una differenza importante in tale proposito. Queste libbre 11, oncie 7 e 277 valgono coll’attuai peso dell’oro monetato 17,384 franchi, e siccome abbiamo osservato che a quell’ epoca 1’ argento avea un valore quintuplo, questa somma rappresenterebbe al giorno d’oggi 86,920, ossia franchi 87,000 in numero rotondo. Del rimanente, un tal peso non fu sì forte se non perchè Septimuleio, non contento di essersi macchiato di un delitto , avea pure commessa la frode di levar via il cervello dal‘cranio di Gracco, e di farvi colare del piombo liquefatto (1) Diodoro di Sicilia (2) ci dà i prenomi di questo vile assassino : egli chiamavasi Lucio Vi-tellio. Septimuleio non era probabilmente che un suo soprannome , e se gli storici posteriori non ce l’hanno riferito sotto il suo nome, fu forse perchè stato essendo Vitellio un imperatore, non si volle disonorar la memoria di un suo discendente. Diodoro di Sicilia non che Plinio , attestano che cotesto Septimuleio era amico di Gracco, e che il tradimento di cui si rese colpevole iri tale occasione verso il cadavere del proprio amico, benché estinto, lo rese odioso sino alla sua morte , come indegno di un sì rispettabile titolo. (1) Plutarco Vita dei Gracchi c. 49 ; Plinio XXXIII, \i\ e Sesto Aurelio Vittore de viris illustribus e. 65, attestano questo fatto. (2) Ne’suoi estratti toin. 10 p. i5i dell’edizione dei Due Ponti , in cui viene un tal fatto particolarizzato. Vedi pure Valer. Mass. Vi 3 e 8, e IX, 4; non che Cicerone nella sua prima Catilinaria.