DELLA STORIA ROMANA glio romano (Plutarco Quaest. Ro:n. p. 269), 1 luglio giuliano , malgrado che si fosse riconosciuto dall’infezione delle vittime, clic i sacrifìzii offerti agli Dei da Sulpizio nel giorno stesso non erano stati esauditi ( Ma-crob. lib. I dei Satum. cap. 16, Aulo Gellio lib. 5 cap. 17). Battaglia d’ Allia a'undici miglia (quattro leghe circa) da Roma presso il luogo, ove questo fiume si getta nel Tevere. I Romani rimangono vinti. L’ala sinistra della loro armata depone Panni, e tragittato il Tevere ripassa in Veja. La dritta fugge verso Roma ; i soldati vi annunciano esser essi i soli scappati alla strage , e spargono ovunque la costernazione e lo spavento. Quinto esempio della corrispondenza puntuale della nostra Tavola tra l’anno civile dei Romani e l’anno giuliano. Il giorno romano della battaglia d’Allia fu il i5 delle ca-lende d’agosto (18 luglio romano, come si vede in Tito Livio lib. VI cap. 1, ed in Tacito lib. II della storia c. 91 ). Plutarco (Vita di Camillo p. i3j) riporta il giorno giuliano ; egli dice che questa battaglia fu combattutaci giorno del plenilunio il più vicino al solstizio estivo, in plenilunio circa solstitium estivale: ora il plenilunio più prossimo al solstizio di state accadde in quest’anno il 4 luglio giuliano ; quindi il 18 luglio romano dovette concorrere col 4 luglio giuliano , e tale appunto è la corrispondenza clic scontrasi tra questi due giorni nella nostra Tavola. Da ciò segue che dall’anno 21)6 di Roma sino al presente , il numero delle intercalazioni aggiunte dai pontefici superò quelle da essi soppresse. Infatti nell’anno 296 il i3 settembre romano concorse col 18 novembre giuliano (Vedi l’anno 296) e per conseguenza l’anno civile retrocedette d’ oìtre due mesi in confronto del giuliano, laddove in quest’anno 3(i5, il civile fu di 14 giorni più lungo del giuliano. I pontefici devono dunque aver prolungato gli anni civili coll’ uso arbitrario di intercalazioni. Mentre i Galli si danno a raccoglier nel campo le spoglie e le armi dei vinti, o che, giusta Polibio, essi inseguono i fuggiaschi, il senato vedendo P impossibilità di difender Roma col piccolo drappello de’militi rientrati, fa recar oro, argento, armi e vettovaglie al Campidoglio, e vi assembra il fiore