486 COMPENDIO CRONOLOGICO 1. II c. ). Morte di Pirro : viene ucciso da uua femmina in Argo che gli scarica sul capo uua tegola. I Sanniti non potendo nè resistere colle proprie forze, nè sperare di ricevere i soccorsi che Pirro al suo partir dall’Italia aveva loro promesso, si sottomettono. Fine della guerra-dei Sannio. Tito Livio, (1. XXXI c. 3i) dice eli’essa durò per circa 70 anni. Veramente essendo cominciata l’anno 4■1 ? la sua durata fu di anni 72 meno pochi intervalli; laddove Tito Livio levando dai Fasti tre anni non le ne dà che 69. La città di Taranto bloccata da uua tlotta cartaginese da essa chiamata a proprio soccorso per liberarla dalia guarnigione di Pirro ed assediata dai no-mani, segue il consiglio di Mi Ione, comandante di quella guarnigione e si da a L. Papirio Cursore, il quale in un trattato secreto con questo comandante, avea accordato a lui la libertà di ritirarsi colle sue truppe in Epiro, a condizioni vantaggiose pc’ Tarantini (Frontino Stratag. 1. Ili c. 3). Trionfo dei due consoli sopra i Lucani, i Bruzii, i Tarantini cd i Sanniti ( Fasti Capitol. il giorno vi è cancellato). Sotto il consolato di Sp. Carvilio e di L. Papirio, quarant’anui da che Appio Claudio avea derivato in Roma le acque Claudie (nella sua censura dell’anno 442), M. Curio ch’era stato censore (l’anno 4^) cori L. Papirio Cursore, (console in quest’anno 482) propone al senato d’impiegare il danaro che si ritraeva dal bottino preso su Pirro per far condurre a Iioma 1’ acque del Teverone (Frontin. de Ai/uaeduct.; Aur. Vittore Vita di M. .Curio). Frontino sembra applicare questo consolato all’anno di Roma 489 invece che all’anno 482, ma ciò proviene da errore di copista nei numeri romani. Consoli: C. Quinzio Claudio, L. Genucio Clepsina entrano in carica il 21 aprile romano 483, 24 marzo giuliano 271 av. G. C. 272.-271. Terminata la guerra di Pirro c de’suoi alleati, il senato dà opera di vendicare la perfidia della legione campana, che erasi impadronita di Reggio. Il console Genuzio prende questa città. Siccome i ribelli erano soccorsi dai Mamcrtim, che in Messina eransi latti rei di