DELLA STORIA ROMANA % sore, collega di Giulio, per non uscire dalla censura che era allora di cinquenni, lece surrogare un altro censore a Giulio. È questi M. Cornelio Maluginense. Ma siccome la presa di Roma fatta dai Galli era avvenuta nel Lustro in die ebbe luogo questa surrogazione di censori contraria alla religione, così in luogo di provvedere al posto del censore defunto, si fece una legge di obbligare il collega superstite ad abdicar la censura (Tito Livio cap. 3i lib. IX cap. 34 )• Guerra dichiarata ai Yolsciniani e ai Saipinati : Vittoria di L. Lugrezio c di M. Emilio sui Volsciniani; ottomila nemici tagliati fuori dalla cavalleria romana depongono le armi e si arrendono. I Saipinati atterriti da questa sconfitta non osano esporsi al combattimento. Saccheggio delle terre dell'una e 1’ altra nazione. 1 Volsciniani vedendo di non poter sostenere più oltre la guerra, chiedono pace. II senato gli obbliga a restituire il bottino da essi fatto nell’ ultimo anno sul territorio di Roma ed a pagare il soldo dell’ armata romana di questo anno, accordando loro veut’ anni di tregua. Si dà voce soprastare un’armata di Galli, ma questa voce viene dispregiala , ed inoltre Roma si priva del solo romano che avrebbe potuto salvarla in così difficile congiuntura mercé 1’ accusa contro Camillo intentata da L. Assulcio, tribuno del popolo, senza verun riguardo ai servigi di questo generale , nè al dolore ed al lutto di tal illustre cittadino che avea di fresco perduto un de’suoi figli. Viene imputato di aver sottratta una parte del bottino di Veja, e posta una porta di bronzo alla sua casa ( Plutarco pag. 135 ). Camillo, vittima dell’animosità che gli avea concitato la sua fermezza e la sua economia nella pubblica amministrazione, previene il giudizio coll’esilio e si ritira nella città di Artica. La sua assenza non calmò il popolo, che lo condannò alla multa di quindici mila assi. Soccorso domandato dai Clusiani ai Romani contro i Galli eh’ erano penetrati nel loro territorio. Il senato ricusa ad essi truppe , ma spedisce un’ ambasciata ai Galli per distornarli dalla guerra: essa era composta dei tre figli di M. Fabio Ambusto. Brenno comandante dell’ armata dei Galli avea chiesto agli ambasciatori romani per condizione di pace clic i Clusiani, il cui leni-