3i/f COMPENDIO CRONOLOGICO militare dei plebei sospende la procedura e fa ogni tentativo per la nomina dei consoli. I tribuni del popolo approfittando di tale occasione per porre i plebei in possesso delle cariche curuli, ricusano di acconsentirvi, e onesta dissensione non avendo potuto terminarsi prima della fine dell’ anno consolare , produsse un interregno. Consoli: M. Cornelio Cosso, L. Furio Medullino , entrano in carica il i3 dicembre romano 343 , i.° gennaio giuliano 4n. 41 (. - 41 °* L'interregno fece protrarre l’anno consolare, e siccome secondo Tito Livio (lib. V cap. oe u) l’anno di Roma 353 esso era appuntato al 13 dicembre romano, non essendo accaduto tra quest’anno 44a? ed >1 353 verun avvenimento capace di alterarlo, convien dire sia stato fissato a questo giorno ( i3 dicembre) dall’ interregno dell’ anno presente. Per 1’ effetto quindi dei due interregni degli anni 334, e 341 l’anno consolare venne a prolungarsi di un anno intero. Poiché l’interregno del-1’anno 334) ('^c giusta Tito Livio abbracciò la maggior parte dell’ anno, fu evidentemente più lungo del-1’ attuale, si dovette collocare il cominciamento del consolato dell’ anno di Roma 335 verso gli ultimi mesi dell’ anno civile , Oi’.de con questo secondo interregno, avvegnaché più corto potesse 1’ anno consolare raggiungere il i3 dicembre, a cui esso deve fissarsi. Per questo motivo ei siamo determinati a collocare il consolato dell’anno 335 al i3 ottobre romano (Ved. gli anni 334 e 335). Successi ottenuti dal senato nella controversia da lui avuta coi tribuni. Egli riuscì a far nominare i consoli. Appena furono essi in esercizio, il senato aprì le investigazioni intorno 1’ uccisione di Postumio, incaricandone quelle persone che dal popolo raccolto da’ propri tribuni si credettero le più idonee. Esso ne devolsc 1’ esame c il giudizio ai consoli , i quali procedendo moderatamente , inquiriscono sopra un picciolissimo numero di colpevoli, che per la più parte si sottraggono alla condanna col darsi la morte. Malcontentamento del popolo per la lentezza che adoperano i patrizii nell’ esame ed ese-