DELLA STORIA ROMANA VENTUNESIMO DITTATORE L. MANLIO CAPITOLINO IMPERIOSO. 364.-363. Poiché le cerimonie religiose praticate non apportavano alcun rimedio alle malattie, si credette di calmare la collera degli Dei coll’ affiggere un chiodo al tempio di Giove in Campidoglio. Dittatura di L. Man- lio per esercitare quest’ atto di religione. Egli scelse L. Pinario Natta a maestro de’ cavalieri. Era prescritto dalla legge che questo chiodo verrebbe fitto il giorno degli Idi (i3) settembre romano dal primo magistrato della repubblica. Perciò Manlio appuntollo il 12 agosto giuliano dell’anno 363 av. G. C. 11 dittatore colta P occasione che gli presentava la guerra degli Ernici la cui fedeltà era resa sospetta ai Romani, vuol oltrepassare i limiti di un potere die non gli era stato attribuito che per adempiere una religiosa funzione. Prendendo sopra di se questa guerra , viene così a prorogare di qualche giorno la sua dittatura (Cicerone de offìc. lib. Ili cap. 3i. Val. Mass, lib. V cap. 4 n-° 3 ). Fatta perciò la leva di truppe, intima e multe e pene afflittive contro quelli che ricusassero di arrolarsi. In tal guisa aizzatasi contro una generale sollevazione, è obbligato a dimettersi da un potere già tramontato. Ventesimo Lustro fatto dai censori M. Fabio Ambusto e L. Furio Medullino (Fasti Capitolini). Questo Lustro attestato da un pubblico monumento, prova che ebbero luogo anche tutti gli altri superiormente citati. Consoli: Q. Servilio Aliala II , L. Genucio Aventi-nense II, entrano; in esercizio il i5 marzo romano 392, 5 febbraio giuliano 362. Tom. IV.