DEGLI IMPERATORI DELLA CHINA a5 scornicelo prescritto dal cerimoniale alla morte di ciascun imperatore. Avendolo poscia ricondotto a To-tching, voleva dimettersi dal suo ministero, e domandò con istanza il suo ritiro, ma Tai‘-kia glielo ricusò costantemente. Costretto a rimanere in carica, raddoppiò il suo zelo onde ben adempierne le funzioni, e rese il regno di TaV-kia, il quale fu di trentatre anni, uno dei più belli e dei più gloriosi della dinastia dei Chang. 1720 av. G. C. (18.0 anno Sin-se del 12.0 ciclo) Vo-ting, iiglio di Tai-kia e suo successore, mostrassi degno creile di lui mercè l’uso che fece dc’suoi buoni esempi, e delle lezioni che avea sotto di lui ricevute dal ministro Y-yn. Quest’ultimo sentendosi carico d'anni, e domandato di nuovo il suo recesso, non 1’ ottenne che col dar un uomo da se scelto il quale avesse a sostituirlo. Gli elesse Kicou-tan , c terminò poscia i suoi giorni in età di 100 anni. Lasciava si " 1 ' mato Ytche meritevole di Kieou-tan. Questi due ministri gareggiarono di emulazione onde illustrare il regno di Vo-ting, il quale morì dopo aver regnato ventinov’anni. 1G91 av. G. C. (47-° anno Keng-su del 12.“ cielo). TaY-kcng fu il successore di Vo-ting, di lui fratello. Lgli regnò venticinque anni. Ciò è quanto di lui è noto. 1G66 av. G. C. (12" anno Y-hai del 13° cielo) Siao-kia, figlio di Tai-keng, finì i suoi giorni dopo un regno di diciassctt’ anni. 1649 av< G. C. Ì290 anno Gin-tcliin, del i3" cielo). Y'ong-ki, fratello di Siao-kia, montato dopo di lui sul trono , trasse nell’ ozio i dodici anni del suo regno. I principi vassalli dell'impero profittarono della sua indolenza, onde rendersi indipendenti. 1O37 av. G. C. (4i.° anno Kia-tchin del i3° ciclo) Tai-vou, fratello e successore di Yong-ki, dopo avere passali nell’infingardaggine i primi anni del suo regno , mosso occupare lo diede per collega a Tom. IV.