DELLA STORIA ROMANA fai che non vi furono consoli attesa la precauzione presa da Papirio di lasciare in Roma il suo maestro de’cavalieri per tenervi i! comando e P ordine del senato al dittatore di nominar consoli prima di sua abdicazione, ma ove escludesse P anno di tal dittatura turberebbe qualunque ordine negli anni consolari ponendone il rinovellamento al mese di marzo mentre viene da lui collocato a quello di settembre, e quindi sarebbe in contraddizione con se medesimo. Consoli : C. Sulpizio Longo II, Q. Aulio Cerretano entrano in carica il i5 marzo romano fai, 5 marzo giuliano 323. 3a4.-3a3. La dittatura di Papirio, coll’estendersi al di là del consolato alterò l’anno consolare. L’ordine a questo dittatore dopo il suo trionfo di procedere prima «ella sua abdicazione all’elezione dei consoli , prova che i consoli nuovi furono nominati non guari dopo il 5 marzo eli’ è la data di questo trionfo. Noi collochiamo la loro attuazione agli idi (i5) di marzo romano. Da ciò risulta, che siccome i consoli dell’anno varroniano 429> uscirono dal loro esercizio il io settembre 43o, la dittatura di Papirio non si estese che a circa sei mesi dopo il consolato, la quale benché fissata all’anno 43o, per essersi però protratta sina al mese di marzo 431, e quindi trascorsa ad un altr’anno civile, tenne nei Fasti il luogo di un anno. Il senato nega pace ai Sanniti, e solo accorda loro un anno di tregua. Essi però non la osservarono. Gli Apulii si ribellano, e si collcgano ai Sanniti. Il console Sulpizio devasta le terre del Sannio, ed Aulio Cerretano quelle della Apulia. Il tribuno M. Flavio propone una legge per punire i Tusculani di aver eccitato alla guerra contra Roma i popoli di Vclletri e di Priverno . Questa legge viene rigettata. S’invia a Luceria una colonia romana, scorsi anni quattro ( interposito quadriennio) vale a dire cinqu’anni dopo lo stabilimento della colonia di Terracina, 1’ anno fa5, alla fine però del consolato, e nell’anno fa5 (Veli. Patere, lib. I cap. 14.).