DELLA STORIA ROMANA questa magistratura: non si può dunque rapportare il loro ingresso nel tribunato plebeo all’anno seguente (V. 1’ anno 385 in cui seguendo la cronologia di Tito Livio intorno questo tribunato, daremo a conoscere che cotesto storico ne appunta il cominciamento a quest’ anno 378 ). Frattanto l’armata romana comandata da P. Valerio e L. Emilio attacca i Latini ed i Volsci. Questi popoli sono vinti , si ritirano a Satrica, e ili là nella notte stessa riparano alla città d’ A112Ì0. I Romani mancando dei soccorsi necessari per un assedio si contentano di devastar la campagna. I Volsci Anziati si arrendono dando se stessi e la propria città ai Romani. I Latini sono perciò obbligati di uscir rl’Anzio. Ma questo popolo avviluppato in una ribellione ancora recente , non volendo chieder pace, attacca di nuovo ^Satrica, la incendia, e di là fa piombare la sua vendetta sopra la città di Tusculo, che avea ricusato di collegarsi cogli altri popoli latini, e trovatala aperta se ne impadronisce. Gli abitanti ritiratisi nella cittadella, implorano il soccorso dei Romani. Il senato fa marciar una seconda armata sotto gli ordini di L. Quinzio e di Serv. Sulpizio. Essi ritolgono Tusculo per ¡scalata, e riconducono l’esercito a Roma. Leggi proposte da L. Sestio, e C. Licinio dopo tutte queste vittorie. Vi ebbero tre leggi: la prima intorno i debiti ordinava doversi diffalcare dal capitale quanto fosse stato corrisposto in frutti, e il debitore avrebbe tre anni di dilazione per pagare il restante in tre rate eguali : la seconda per ristabilire l'eguaglianza, col togliere l’ammassamento delle grandi proprietà, proibiva a qualunque cittadino di possedere al di là di cinquecento arpenti di terra; la terza aboliva il tribunato militare , e ristabilendo per sempre la nomina dei consoli, ordinava che uno di essi sarebbe necessariamente tratto dall’ ordine de’ plebei. In tal guisa si trovavano riunite ad un punto tutte le prerogative del potere patrizio; il denaro cioè,le terre e gli onori. Il senato intimorito non potendo piegare la fermezza dei tribuni , autori della legge , ebbe ricorso al mezzo che avea tante volte adoperato. I colleghi di Sestio e di Licinio corrotti dal senato , proibirono loro di proporre le leggi al popolo; Sestio, arrestato da questa opposizione, dichiara Tom. IV. a3 *