498 COMPENDIO CRONOLOGICO I. XXIII e. 9) ilice che l’assedio durava da sci mesi, (ruando i Romani si resero padroni di Agrigento*, c quindi non sarebbe stato aucora compiuto il mese settimo. Avendo esso cominciato nel tempo delle messi nel mese di giugno giuliano, esso finì sul declinar di dicembre giuliano di quest’ anno 262 av. G. C., il quale concorse col principio del febbraio romano dell’ anno seguente 4p3. I due consoli, dopo la presa di Agrigento , ricondussero le loro armate a svernare in Messina ( Zonara lib. VIII p. 386) : è questa appunto anche in Sicilia la stagione in che si prendono i quartieri d’ inverno. Consoli: L. Valerio Fiacco, T. Otacilio Crasso, entrano in carica il 21 aprile romano 49^5 11 marzo giuliano 261 av. G. C. 262.-261. I Galli al servigio dei Cartaginesi, malcontenti dei ritardi che frapponevansi al pagamento del loro soldo , aveano divisato di migrare al campo dei Romani; Annone gli accheta colla promessa che gli avrebbe arricchiti col saccheggio di una città, e indusse al tempo stesso il suo tesoriere a far sembiante di aver abbandonato i Cartaginesi, e di recarsi, come disertore, al console Otacilio per riferirgli che i Galli s’ aveano ordine di prendere la città di Entello nella notte seguente. I Romani si mettono in imboscata ed i Galli vengono passati a fil di spada; ma siccome essi si difesero valorosamente, così Annone colse il doppio vantaggio di essersi liberato dai creditori di Cartagine e di aver fatto perire molti Romani (Frontino Stratag. 1. III c. 16 Zonara). Annone viene richiamato. Amilcare, cui non conviene confondere col padre di Annibaie , viene dai Cartaginesi inviato a sostituirlo. Una fiotta cartaginese minaccia P Italia : i consoli vi stabiliscono dei guarda-coste. Le città marittime della Sicilia restano addette ai Cartaginesi, eli’ erano superiori in forze di mare : quelle dell’interno passarono al partito dei Romani. II senato ordina si equipaggi una flotta. Consoli: Gn. Cornelio Scipione Asina, C. Duilio,