DEGLI IMPERATORI DELLA CHINA. i5 che ili lui fatt’ avea concepire la condotta di suo padre. Egli fu principe dato ai piaceri, nemico della fatica, collerico ed insofferente di qualunque rimostranza. Colla speranza che l’età e la riflessione lo correggessero si attese per parecchi anni il suo ravvedimento, ma la sua ostinazione pervicace nel disordine avendo alla fine stancata la pazienza de’suoi sudditi, i grandi, accompagnali dai principali del popolo, condussero al palazzo il principe Yao fratello cadetto di Ti-tchi, e lo acclamarono imperatore a mal suo grado, alla vista di Ti-tchi, che ne fece inutilmente reclamo. 235^. (4i anno kia-chin del p.° ciclo). Yao pervenuto al trono imperiale, si mostrò tanto più degno di quest’onore quanto maggiore era stata la sua renitenza ad accettarlo. La prima cosa cui egli applicossi, fu di ristabilire 1’ astronomia che si cominciava a trascurare. Chiamati a se quelli eh’erano incaricati di questo studio, ordinò loro ili osservare colla maggior diligenza i moti degli astri, onde i popoli guidati dal calendario pubblico, fossero istruiti dei tempi propri alla cultura della terra. Poscia avendoli spediti in quattro luoghi differenti, prescrisse loro di esaminare la stella che comparisse all’ ingresso di cadauna delle quattro stagioni, e di tenere esatto registro dei giorni, dell’ ore e dei minuti di cui era ciascuna composta. La riputazione di saggezza procacciatasi da Yao, indusse i principi vicini a venire a rendergli omaggio ed a porsi sotto le sue leggi. L’anno 6i.u del regno di Yao v’ebbe alla China sì forte inondazione che le acque del Hoang-go si congiunsero con quelle del Ho-ai-ho e del Kiang, e rovinarono le campagne facendo di esse un vasto mare. Questo principe raccolti a consiglio i grandi del regno onde combinar secoloro i mezzi di rimediare a sì terribil flagello, il Se-yo , ossia capo dei governatori delle provincie, propose a lui Pe-koen come l’uomo il più capace a far cessare l’inondazione. Avendo l’imperatore acconsentito, benché non senza qualche ripugnanza procedente dalla conoscenza ch’egli aveva di alcuni suoidifetti, fu incontanente da Pe-koen data mano all'opera. Nov’anni spesi da lui in questo lavoro non