CRONOLOGIA STORICA «li lui il trono racrcè gli intrighi dell’ eunuco Tchao-kao, ch’egli nominò a suo primo ministro. Per consiglio di questo egli cominciò il suo regno col far morire i grandi, destituì i vecchi ministri onde sostituir loro individui che gli erano devoti, arricchì i poveri colle spoglie dei ricchi, e per liberarsi d’ogni timore, sterminò quasi tutti i maschi della famiglia imperiale. L’ atrocità del suo governo avendo eccitate ribellioni, Tchao-kao inviò Tching-ching, per far rientrar in dovere i ribelli. I successi ottenuti ila questo generale contro di essi e la moderazione da lui usata , determinarono i capi della sua annata ad offerirgli il titolo di re di Tchou , sua patria. Egli dichiarò guerra all’imperatore, e tutto l’impero Ìli allora costernato. Eulh-chi-lioang-ti divenuto più furibondo a misura che vedeva aumentarsi le turbolenze, moltiplicò i supplizii, onde spegnerle, ma essi non facevano che irritar 1’ odio dei popoli. L’ imperatore incaricò Tchan-hang suo generale di marciar contro Tchin-ching. Questo generale buon politico egualmente che di carattere ardito indusse Tchang-kin a disfarsi di Tcliin-ching, ciò ch’egli eseguì mercè un tradimento. L’ eunuco Tchao-kao conservava maisempre il suo credito appo l’imperatore, e continuava ad abusarne nella forma la più ributtante. La sua prosperità l’acciecò al punto che lo fece agognare al trono imperiale. Il monarca sentendo che Lieou-pang, capo di una rivolta, faceva rapidi progressi, diede al suo ministro dei vivi rimproveri per non avernelo avvertito. Lieou-pang nello stesso tempo s’ impadronì della città diOu-koan, di cui passò la guarnigione a fil di spada. Quest’avvenimento fece sdegnare l1 imperatore contro il suo ministro che accusò di negligenza in tale soggetto. Tchao-kao vedendosi decaduto dal favore del suo padrone, si concertò con Yen-yu, uno de’ suoi favoriti, onde disfarsi di lui. Avendo fatto subitamente sparger voce che il nemico era entrato nella piazza, questi due traditori gli dichiararono di non rimanere a lui altro partito a prendere che quello di darsi la morte. L’imperatore, pieno di rabbia nel cuore, s’immerse tosto un ferro nel petto, e cadde immerso nel proprio sangue. Consumato il delitto, Tchao-kao radunò i grandi, coi