4i8 COMPENDIO CRONOLOGICO e intanto L. Cornelio con un’ armata entra nel territorio dei Sanniti , e tiene a freno questo popolo tumultuante. Assedio di Palepoli. Esso non si termina col finir dell’ anno consolare. Non potendo i consoli attese le operazioni di cui ognun d’ essi era incoinbenzato abbandonare il proprio esercito, venne dai tribuni per ordine del senato proposta una legge al popolo per prorogare a Pubblio in qualità di proconsole , il comando militare sino al termine della guerra dei Greci, ed ordinata la nomina di un dittatore per raccogliere i comizii consolari. L. Cornelio a cui scrisse il senato nel Sannio, proclama dittatore M. Claudio Marcello plebeo , il quale prende per maestro della cavalleria Sp. Postumio Albino. Querela su questa dittatura. Viene essa dichiarata viziosa dagli auguri, ma i tribuni sostengono che M. Claudio venne nominato nel Sannio, senza che L. Cornelio che lo avea eletto , abbia fatto inteso il senato nè il popolo, nè verun privato di qualsisia difetto di formalità necessaria , e che quindi gli auguri tranquilli in Roma non potevano indovinare ciò che fosse accaduto lungi da loro nel campo romano : por lo che non aver altro vizio questa nomina se non quello che Marcello era un plebeo. Gli auguri però la vinsero, e il dittatore fu astretto ad abdicare , e v' ebbe quindi interregno. Consoli: C. Petilio Libone Visolo II, L. Papirio Mugolano , entrano in carica 1’ 11 settembre romano , 6 settembre giuliano 326 av. G. C. 326. V’ebbe, secondo Tito Livio, quattordici interré, e per conseguenza 70 giorni d’interregno. In tal guisa l’anno consolare che si rinnovava al 1." luglio romano , passò all’ r 1.° giorno di settembre. L’esempio pericoloso dato dal popolo nell’ elevar M. Flavio al tribunato pel solo motivo di una liberalità largita, esempio contrario all’ austerezza dei costumi di’ era allora in vigore a Roma , dovette portar il senato e i pontefici ad abbreviare la magistratura di questo plebeo , sopprimendo 1’ intercalazione. Sembra d’altronde che l’anno sia stato considerato per calamitoso. Tito Livio dice , che