DELLA STORIA ROMANA 291 tra 1’ una e l’altra fu un interregno , assai lungo giusta Tito Livio, scorso essendo molto tempo prima di conciliare il popolo col senato , e farlo consentire alla nomina dei consoli , in luogo di nuovi tribuni militari da esso desiderati. Questo intervallo non può valutarsi minore di venti giorni vuoti e di quattro interregi ; dilazione clic porta 1’ entrata in carica dei tribuni militali di quest’anno al 9 settembre romano. Siccome non ebbe luogo vermi avvenimento dall’ abdicazione dei decemviri sino all’ anno 3o5 , da poter accelerare o ritardare l’anno consolare , cosi sin da quell’ anno 3o5 si appuntò il consolalo a questo giorno 9 settembre romano (Vedi fanno 3o5). Rinnovamento dell’ alleanza cogli Ardeati che recedono dal territorio usurpato dai Romani in forza del proferito giudizio arbitrameli tale , attesa la promessa che fece loro il senato di compensameli alla prima occasione favorevole. Questo trattato fu sottoscritto dai consoli di quest’ anno (Dionigi di Alicarnasso , Tito Livio). Consoli: M. Geganio Macerino II, T. Quinzio Capitolino Barbato V , entrano in carica il i3 dicembre romano 312,9 gennaio giuliano 442- 443.-442. Secondo Dionigi di Alicarnasso (p. j'òj) questi consoli entrarono in carica agli Idi (i3) di dicembre romano. Il solo avvenimento che ha potuto alterare l’anno consolare, e portarlo a questo giorno civile, fu l’abdicazione forzata dei tribuni militari dell’ anno precedente. Quindi sino da quest’ anno il consolato venne fissato al i3 dicembre romano. Stabilimento della censura in Roma; magistratura che levossi a grande potere, e molto contribuì al sostegno della repubblica. Si nominarono censori i due consoli che uscirono di carica, L. Papirio Mugolano, e L. Sempronio Atratino. La censura nella sua istituzione durava cinqu’amii e dovea essere conferita a soli patrizii. Soccorso dato agli Ardeati. La discordia avvenuta tra due famiglie avendo tratto a se tutto il popolo , uno dei partiti avea chiamati a soccorso iVolsci.il console M. Geganio marcia contro gli ultimi e gli stringe entro le loro trincee ; sinché obbligati ad uscirne dalla lame , ri-