43o COMPENDIO CRONOLOGICO tre anni (interjecto triennio ) e per conseguenza P anno quarto dopo lo stabilimento di quella di Luceria dell’anno 4ai. ( Veli. Patere, lib. I cap. i4)- Tito Livio e Sesto l'esto Pompeio (lib. XVIII. p. 209) collocano all’au-iio di Roma 44* sotto il quinto consolato di Papirio Cursore, l’istituzione di cotesta colonia, la quale secondo ^ elleio si riporta al terzo consolato dello stesso Papirio. Consoli : L. Plauzio Venno , M. Foslio Flaccinatore, entrano ¡11 carica il 23 marzo romano 43t>, i3 febbraio giuliano 3i8 av. G. C. 319.-318. Dopo la presa di Roma si riputava d’infausto augurio la morte di un censore; quindi i pontefici omniisero P intercalazione. I due consoli di quest’ anno sono plebei. Deputazione di parecchi popoli Sanniti per domandare la pace. 11 senato li rimette al popolo , che non accorda loro se non due anni di tregua. Gli abitanti di Teano e di Canusio (Canosa) impoveriti dalle continue devastazioni delle lor terre, si danno al console Plauzio, e gli consegnano ostaggi. Quelli di Capua domandano al senato delle leggi, e un prefetto romano che amministri presso di essi la giustizia con quell’ imparzialità cui sperar non potevano da un magistrato scelto tra i propri cittadini, da lunga pezza divisi in differenti fazioni. L. Furio Camillo,, pretore in Roma, è incaricato di compilare le leggi. E questa la più antica prefettura romana, che non durò se non clic sino al repristinamento della concordia tra gli abitanti di Capua. 1 censori L. Papirio Crasso e C. Mainio aggiungono due novelle tribù : cioè P Ufentina dei popoli posti lungo una riviera nel paese dei Volsci , e la Faleriua della città di Falerno; le quali in tutte composero trentuna tribù. Ventesimo quinto Lustro fatto dai censori (Fasti Capitolini). In questo seco- lo il censo montava ordinariamente a dugencinquantamila cittadini (Tito Livio lib. IX cap. 19). Consoli: Q. Emilio Barbuta , C. Giunio Cubulco fìruto, entrano in carica il 23 marzo romano 4*7 j lebbraio giuliano 3i^ av. G. C.