378 COMPENDIO CRONOLOGICO VENTESIMOSECONDO DITTATORE APPIO CLAUDIO CRASSO SABINO REGILLENSE. 363. - 36a. Accusa portata da M. Pomponio, tribuno del popolo contro L. Manlio, di aver violato la legge dittatoria ; usata crudeltà verso il popolo nella leva deìlc truppe, c durezza verso T. Manlio, di lui figlio, il quale senza verun’ altra colpa che quella di una somma difficoltà di pronuncia, era trattenuto dal padre alla campagna, lungi dalla casa paterna, condannato alle fatiche, cd a viversi in compagnia degli schiavi. T. Manlio sentendo clic per cagione di lui suo padre veniva tradotto in giudizio , parte per tempissimo dal luogo di sua rele- § azione , difilato si reca alla casa del tribuno, lo chiede i un colloquio particolare , e con un pugnale in mano P obbliga a giurare di desistere dall’ accusa. Pomponio attento dà il giuramento e l’osserva fedelmente. Questa azione procurò a T. Manlio il favore del popolo. Spalancasi a Roma nella pubblica piazza una voragine. M. Curzio consecrandosi agli Dei Mani, entro vi si precipita tutto armato ed a cavallo. Pretendono i patrizii esser que-to indizio non dubbio dello sdegno degli Dei per la prostituzione fattasi del consolato e degli auspicii. Dittatura di Appio Claudio, quel patrizio che s’era opposto con maggior calore alla legge Licinia. Scelse egli L. Cornelio Scipione a maestro de’ cavalieri. Vittoria del dittatore. Egli trionfa nel mese di novembre romano ( Fasti Capitolini), il quale in quest’ anno concorse col mese di settembre e di ottobre giuliani. Consoli: L. Licinio Calvo Stolo II, C. Sulpizio Pe- tico II, entrano in carica il i5 marzo romano 3g3, 18 febbraio giuliano 361.