DELLA STORIA ROMANA 357 strati. Guerra contro la città di Tusculo. Essa viene affidata a Camillo , il quale è autorizzato di prendere in sua assistenza quale più gli piace de’ suoi colleglli. Egli sceglie L. Furio, quello stesso che avea dato battaglia contro il suo parere, ed era stato sconfitto dai Vol-sci. I Romani non ritrovano a Tusculo veruna traccia di guerra : gli abitanti non avcano nè imbrandite l’armi , nè sospese le loro faccende ; il senato accordò quindi loro la pace , e poco dopo anche il diritto di cittadinanza. Colonia inviata a Ncpete, nov’ anni dopo la presa di Roma. Questo è il senso nel quale deve intendersi Vcl-leio Patcrcolo (lib. I c. i4). Tribuni militari: L. Valerio Poplicola V, P. Valerio Potito Poplicola III, L. Menenio Lanato II, L. Sergio Fidenate III, Sp. Papirio Cursore, Sen. Cornelio Malu-ginense V, entrano in carica il 31 luglio romano 375 , J i settembre giuliano iyg. DICIASSETTESIMO DITTATORE T. QUINZIO CINCINNATO. 379.-378. Il popolo desiderava da lungo tempo che colla rinnovazione del censo si determinassero i debiti di ciascun cittadino, acciò si conoscesse se vi fosse luogo di ordinare P estinzione o la diminuzione, c se intanto il popolo fosse in istato di comportare i servigi e le imposte alle quali veniva assoggettato. In questo mezzo tempo venuto a morte il censore Sp. Postumio Rcgillense, mentre era intento alla compilazione del nuovo censo col suo collega C. Sulpizio Camerino , e facendosi coscienza i Romani di surrogare un altro censore in luogo del defunto , C. Sulpizio abdicò la censura , c vennero nominati altri censori. La loro elezione però essendo stata giudicata viziosa, credette il senato clic gli Dei si dichiarerebbero avversi a qualunque censura venisse stabilita in que-