COMPENDIO CRONOLOGICO so degli indigenti anche nella più fiera carestia. Pareva che non si volessero rispettare nè Minuzio, nè Servilio. Minuzie per evitarla procella che gli sovrastava, rinuncia alla condizione di patrizio, ed entra nella classe del popolo. Questa condotta piacque tanto che i tribuni di questo anno lo associarono al tribunato (Plinio lib. XVIll cap. 3). Tito Livio sopra semplici induzioni e senz’ alciiu solido fondamento rigetta cotest’ antica tradizione. Quanto a Servilio egli fu condannato all’ esilio (Val. Mass. lib. V cap. 3 n.° a ) donde non fu richiamato che dopo qualche tempo ( Cic. prò Domo cap. 32). In tal guisa il partito del popolo in allora aizzato contro i patrizii, ebbe la preferenza in confronto del senato nell5 elezione dei prossimi magistrati. Fu deciso di nominare i tribuni militari. Il popolo però non elesse che patrizii, e scelse pure L. Quinzio Cincinnato , figlio del dittatore , la cui amministrazione aveva eccitato le querele. Tribuni militari : Mani. Emilio Mamercino, L. Quinzio Cincinnato, L. Giulio Julo, entrano in carica il i3 dicembre romano 3iy, 3 gennaio giuliano 4^7- 438.-437. L’ energia dimostrata dal tribunato dell’ ultimo anno, con cui concorse il mese di febbraio dell’anno presente, la sua accortezza a rendere il popolo tumultuante sulla morte di Melio, furono cagione che i pontefici determinaronsi ad accorciare l’amministrazione di questi tribuni, ommettendo l’intercalazione al mese di febbraio di quest’ anno civile. I Fidenati , colonia romana, rompono l’alleanza, dandosi ai Veienti ed al loro re Larte Tolumnio. Questa colonia vuole con un delitto toglier per sempre qualunque speranza di riconciliazione colla sua città madre. Quattro ambasciatori spediti dai Romani per conoscere la causa del loro maleon-tentamento, sono trucidati a Fidene per ordine di Tolumnio. Il senato fa eriger loro nella pubblica piazza delle statue, si apparecchia alla guerra, e non trova alcuna opposizione alla nomina dei consoli. Consoli: M. Geganio Macerino III, L. Sergio Fide-