342 COMPENDIO CRONOLOGICO della gioventù romana, non che i senatori in istato di di portar P armi. I vecchi, soprattutto patrizii, si votano alla morie. Il restante del minuto popolo cui la cittadella non avrebbe potuto capire , e meno ancora agguerrire, corre a torme verso il Gianicolo , donde ciascuno senza capo e senza consiglio cerca un asilo per salvarsi. Quanto alle cose sacre, il senato determinò di sottrarle al pericolo, commettendo ai sacerdoti ed alle vestali di trasportarle fuori di città. Mentre queste sacerdotesse perciò cariche del religioso deposito , lasciato il lor tempio, si recavano a piedi al Gianicolo , un plebeo chiamato L. Albino che sul carro traeva la propria moglie, e i figli con tutte le più necessarie masserizie, avendole incontrate per via, ferma il carro, ne fa scendere la sua famiglia , leva le suppellettili e cede la sua vettura alle vergini le quali giunsero così a Cere, meta del loro viaggio. Presa di Roma" fatta dai Galli tre giorni dopo la battaglia, contando un solo termine ( Aulo Gellio dietro Verrio Fiacco lib. 5 cap. 17, Plutarco Vita di Camillo p. i3g) ovvero quattro giorni dopo questa battaglia contandone ambi gli estremi (Diod. di Sicil. lib. XIV n. 116) il 21 luglio romano 7 luglio giuliano. Macello dei Ro» mani eli’ erano rimasti in Roma. Papirio seduto in sedia curule ornato della veste di porpora , e degli arnesi destinati alle cerimonie e ai trionfi mentre aspettava il nemico e la morte nell’ atrio della sua casa, percuote col suo bastone un Gallo che gli avea tocca la barba , e da questo viene ucciso. Ciò fu come il segnale della strage. Saccheggio e incendio di Roma. Intanto Rreiino, sperando di indurre gli assediati ad arrendersi pel timore di veder distrutte le loro abitazioni, non fa appiccare il fuoco che a riprese e per quartieri. Ma la costanza e la fermezza dell’ armata del Campidoglio P obbligarono a ricorrere alla forza. Primo attacco dei Galli. I Romani lasciano clic il nemico munti sino a mezzo del declivio della collina , poi escono, e lo respingono col favore del dirupato pendio. Sembrando ai Galli imprendibile la piazza , convertono in blocco l’assedio. Essi 11011 aveano avuto l’accortezza di serbar per essi e depositare ne’ magazzini i grani esistenti nelle case a cui aveano appicca-