DELLA STORIA ROMANA 471 biti ( Dion. rii Alicarn. in exccrpt. Vales. p. 536, Valerio Mass. L VII c. i n. 9). Nuova legge portata dai tribuni del popolo per abolire i debiti e vietare di lasciar per 1’ avvenire in balìa dei creditori i debitori insolvibili ( Zonara ). 1 ricchi si oppongono a questa legge. Dittatura d’ Appio Claudio Ceco, verisimilmente per impedire coll’ autorità suprema annessa a questa prima magistratura , che la legge sui debiti sia approvata dal popolo. S’ ignora chi sia stato il maestro de’ cavalieri. Una iscrizione in marmo, trovata a Firenze, prova che Appio Ceco fu dittatore (Panvini) e non può esserlo stato che in quest’ anno. Il popolo irritato si ritira sul Gianicolo ( Epit. di Tito Livio I. XI, Plin. 1. XVI c. 1, S. Agostino de Cwit. Dei 1 III c. 17. Consoli: M. Valerio Massimo Potito , C. Elio Peto, entrano in carica il 21 aprile romano 4^8 5 20 marz0 giuliano 286 av. G. C. SESSANT. SECONDO DITTATORE Q. ORTENSIO. SESSANT. TERZO DITTATORE Q. FABIO MASSIMO RULLIANO III. 287.-286. La ritirata del popolo portò i pontefici ad ommettere 1’ intcrcalazione. Dittatura di Q. Ortensio per calmare la sedizione (Epit. di Tito Livio, Plinio, S. Agostino ai luoghi citati). Le querele dei Romani e la ritirata del popolo danno ardire agli antichi nemici della repubblica. I Lucani attaccano la città di Turio, alleata ai Roma. Ribellione dei Volsiniensi , popolo d’E-truria (Epit. di Tito Livio I. XI ). Il pubblico pericolo