DELLA STORIA ROMANA 489 vittoria. (Frontino Stratag. lib. I c. 12 n. 3, Floro lib. I cap. 19; Oroso lib. IV c. 4)- Ascoli capitale del Piceno cade in potere del vincitore, e tutti questi popoli si assoggettano (Floro Epit. di Tito Livio 1. XV). Vi si trovano trecentosessanta mila abitanti (Plinio lib. Ili c. i3). Benché, come dice Oroso, questo conquisto stato sia micidiale, i Romani lo giudicarono però degno del trionfo e di essere scolpito su monete d’argento nuovamente battute (Pighio). Presa di Camerino nell’Umbria fatta da Appio Claudio. Questo console fa vendere i prigionieri da lui latti; ma il senato trovando che siffatta vendita violava la fede della capitolazione, li ricompra, e gli stabilisce sul monte Aventino (Val. Mass. lib. VI c. 3 n. 1.). Trionfo de’ due consoli sui popoli del Piceno ( l'asti Capital. il giorno vi è cancellato). Colonie stabilite ad Ari-minum (Rimini) città dei Galli Senoni nel Piceno, ed a Malevento nel Sannio (oggidì Benevento) e diritto di suffragio accordato ai popoli Sanniti che aveano già ottenuto quello di cittadinanza. Tutti questi stabilimenti, dice Velleio Patercolo (lib. Ic. i4) furono fatti sotto il consolato di Sempronio, e di Appio Claudio (in quest’anno 486), cinqu’anni, secondo lo stesso autore, dopo il consolato di Fabio Dorso e di Claudio Canina ( dell’ anno 481 ). • Consoli: M. Atilio Regolo, L. Giulio Libone, entrano in carica il 21 aprile romano 4^7) marzo giuliano 267 av. G. C. 266.-267. Un nuovo tempio votivo alla vittoria attribuita a questo atto di religione, portarono i pontefici ad apporre una intercalazione straordinaria. Viene intimata la guerra ai Salentini, popolo stanziato sul margine più orientale del mare, molto vicino a Taranto. Vennero rimproverati di aver dato ricovero nei loro porti a Pirro, ma il vero motivo fu ( Zonara 1. II c. 80) il desiderio di rendersi signori dt'l porto di Brundusio ( Brindisi ) comodissimo per far vela verso la Grecia e 1’ Illi-rio. Vittoria dei due consoli sopra i Salentini: viene essa ascritta alla dea Pale, la quale domanda che in ricono- Tcrn. IV.