538 COMPENDIO CRONOLOGICO l’indolitane per ratinarli il i3 c il (4, cd abdicare sull'i-stantc col suo collega. Consoli : Gn. Cornelio Scipione Calvo, M. Claudio Marcello, entrano in carica il 15 marzo romano 532, 16 aprile giuliano 222 a'v. G. C. 222.-221. Disordinamento nell1 anno consolare. L’abdicazione forzata dei consoli precedenti, dopo il 12 marzo romano, portò il rinnovamento del consolato agli idi (i5) dello stesso mese (Vedi l’anno 53y). L’intercalazione fu ommessa a causa dei prodigii spaventevoli dell’anno precedente e del disprezzo dei consoli per la decisione dei pontefici c pegli ordini del senato, sicché nel tempo stesso clic calmavasi il terrore del popolo, si abbreviava la magistratura dei consoli odiosi al senato cd ai pontefici. Il console Marcello fa rigettar dal popolo le proposte di pace che facevano i Galli ( Plut. Vita di Marcello, Polib. lib. Il c. 34 Zonara). Partenza delle legioni per la Gal-lia al principio della primavera (Polib. c. 34). Quest’autore comincia da qui a contare le stagioni giusta la maniera dei Greci e parla della primavera astronomica, la cui prima parte si estende dall’ equinozio sino all’11.0 giorno di maggio; sicché le legioni marciate coi consoli sulla fine di aprile 0 ai primi giorni di maggio giuliano, partirono all’aprirsi della primavera. Gli Insubri fanno grossa leva di truppe con trentamila Gesati, ossia soldati mercenarii di rinforzo composti parte di Galli abitanti su le sponde del Rodano (Polibio), parte di Germani al di là del Reno (Properzio lib. IV eleg. 10). Il re Viridoma-re 0 Britomare era il condottiero di cotesti Gesati. I consoli assediano Acerrcs, città dei Galli tra il Po e l’Alpi * barricate dai Romani tutte le strade che mettevano a quella piazza, Viridomare, per far una diversione passa il Po con diecimila uomini, entra sulle terre soggette ai Romani e forma l’assedio di Clastidium. Marcello lasciato il suo collega all’ assedio di Acerres, corre a Clastidium col terzo della cavalleria e seicento fanti di eletta, facendo voto di consacrare agli Dei le armi più belle dei nemici