DELLA STORIA ROMANA 5a5 <11 ratificarlo , c consegnano Glicia ai Corsi. Siccome (|uesti non vollero riceverlo , egli fu obbligato ad esiliarsi (Dione apiul Valcs. p. 3i)2). Valerio Massimo dice, (1. 6. c. 3 n. 3) che morì in prigione. Disfatta dei Corsi fatta dal console Licinio Varo (Zonara). 1 Romani accagionano i Cartaginesi della rivolta di quell’ isole , e minacciano di ricominciar contro loro la guerra. Ambasceria di Cartagine a Roma. Avendo dichiarito il senato di non voler osservare più oltre la pace , Annone, il più giovine degli ambasciatori, pretende che i Romani abbiano dunque a restituire le isole eli’erano state il prezzo di essa ( Diod. Cass. apud Fulv. Ursin. ). Quindi esse erano state cedute al momento della ribellione e prima di quest’ambasceria, in vista di che quella cessione fu da noi collocata all’anno precedente. 1 Romani consentono di mantenere il trattato di pace , mediante una somma da sborsarsi dai Cartaginesi. Oroso (I. 4 c- I2) colloca quest’ avvenimento al consolato seguente di T. Manlio Torquato e di C. Atilio Bulbo, ma Zonara lo riporta a quest’ anno. L. Lentulo Caudino, c Q. Luta/io Cercone sono nominati censori, ma il primo fu obbligato ad abdicare per la morte avvenuta dell altro, n