DELLA STORIA ROMANA 539 (Plut.). Tenzone singolare tra Viridomarc e Marcello eli’ era stato provocato dal primo in presenza delle due armate: il console romano stende a terra il suo rivale, Io uccide e lo spoglia delle sue armi votandole a Giove Fc-retrio (Plut. Val. Mass. lib. Ili c. 2 n. 5, Virg. Eneid. lib. VI vers. 855, Floro lib. II c. 4? Oroso lib. IV c. i3, Eutrop. lib. Ili c. 6). S’accende allora tra le truppe la pugna. Marcello fa voto di edificare un tempio all Onore ed alla Virtù (Tito Livio lib. XXVII c. 24 e lib. XXIX c. 11). Vittoria dei Romani a Clastidium (Polib. Plut.). Gli avanzi dell’ armata nemica si ritirano in Milano, capitale degli Insubri (Polib. ). Presa di Acerres fatta da Gn. Cornelio; assedio di Milano formato dallo stesso console al quale si unisce Marcello che ritornava da Clastidium. I Cesati che non aveano seguito Viridomarc, sentendo eh’ era morto il loro re, si ritirano. Presa di Milano cd altre piazze degli Insubri, che si assoggettano al vincitore (Polib. Plut.). Si accorda loro la pace a prezzo di una contribuzione in danaro c della cessione di una parte delle lor terre (Zonara). Tutta Italia diviene suddita dei Romani, eccettuate alcune gole nelle Alpi, le quali restino in potere dei Galli (Polib. c. 35). Trionfo del console M. Claudio Marcello sui Galli Insubri, ed i Germani alle calendc (1.“) di marzo romano dell’ anno seguente 533 (Fast. Capit.) i3 aprile giuliano delPanuo 221 av. G. C. Terze spoglie opime riportate da Marcello sopra Viridomarc, generale nemico, da lui ucciso a Clastidium (Fast. Capit.). Le prime di tali spoglie furono quelle conseguite da Romolo sul re Acrone, l anno 6.“ di Roma; le seconde quelle di A. Cornelio Cosso sopra Larzio 'l'olun-nio re de’Vcjenti Panno 317; queste terze di Marcello furono le ultime (Virgil. Tito Livio lib. I c. 10). Il senato in riconoscenza della vittoria di Marcello manda in dono una coppa d’oro al tempio di Apollo in Delfo (Plut.). Morte di Asdrubale nella Spagna: egli avea comandato ott’anni, giusta Polibio, (lib. Ili c. 36) ovvero come dice Tito Livio (lib. XXI c. 2) quasi ott’anni, di guisa che gli ott’ anni non erano ancora compiuti. Quel generale aveva assunto il comando delle truppe cartaginesi in Ispagna, al principiar dell’anno 525 (V. Panno 524), c