268 COMPENDIO CRONOLOGICO gior parte le proprie insegne e le armi. Appio senza nulla rimettere della sua inflessibilità , condanna a morte i soldati che rientrano in città, inermi o senza insegne, decima il rimanente , e con ciò si rende sempre più odioso. Consoli: L. Valerio Poplicola Potito II, Tib. Emilio Mamcrcino, entrano in carica il i.° agosto romano 284, 12 agosto giuliano 47°- 470.-469. Sollecitazioni più vive delle precedenti per 1’ esecuzione del senato-consulto concernente la ripartizione delle terre. Appio Claudio, avversario inesorabile dei tribuni vi si oppone con tutta quella fermezza ed alterigia che formavano il suo carattere. Viene accusato dai tribuni Duilio e Sicinio del delitto di proporre in senato delle misure perniciose al popolo, di aver violato la persona dei tribuni , occasionata una sedizione nella pubblica piazza, e ricondotto in patria coperto di obbrobrio un esercito da lui comandato. Giammai un accusato 110)1 fu più odioso al popolo , come giammai vcrun altro accusato conservò maggiore costanza e fierezza. Il senato non omise cosa alcuna che servir potesse a giustificarlo 0 almeno salvarlo. Ma Appio non volle nè assumere contegno modesto , nè praticare quegli atti sommessi eh’ erano in uso nelle accuse criminali, né permettere che altri gli esercitasse per suo conto. La sua costanza sorprese il popolo cd i tribuni in guisa che gli venne deferita la scelta del giorno pel giudizio. Egli lo prevenne colla sua morte. Suo figlio domandò giusta r uso , di recitare la sua funebre orazione: vi si opponevano itribuni; ma il popolo di loro più giusto non volle defraudare un romano del carattere qual erasi Appio dell’ onore che gli si doveva. Guerra contro gli Equi ed i Volsci. Gli auspici non permisero al console Valerio di far 1’ assedio del forte in cui s’erano rinchiusi gli Equi. Tra Emilio e i Sabini usciti fuori dell’ incendio delle loro città v’ebbe un’azione che non fu però decisiva. Consoli: A. Virginio Tricosto Cclimontano , T. Nu-