DELLA STORIA ROMANA 3-3 purché venga dalla mano dei patrizii, la necessità clic stringe a continuare la guerra e I1 assedio onde conservare i lavori, le macelline, e a soggiogare una nazione sino a quel tempo indomita, non che 1’ importanza di mantenere la militar disciplina. Rotta soflerta dai Romani : i \ cicliti incendiano le macchine ed uccidono gran gente. Questa rotta rese Appio superiore ai tribuni. Quei cittadini che quantunque avessero il reddito prescritto per entrare nell’ ordine equestre non erano tuttavia obbligati al servizio della cavalleria, perchè i censori non avevano ancora assegnato loro alcun cavallo da mantenersi a spese della repubblica, si offrono di provederlo e di servire del proprio. Gli altri plebei tocchi di nobile emulazione, esibiscono il loro servigio straordinario dovunque si trattasse dell’interesse dello Stato, e promettono che se menati fossero a Veja 11011 ritornerebbero sui loro passi ove prima non fosse presa quella città. Accettate dal senato queste offerte e ringraziato il popolo, viene ordinato che gli anni di servizio si contassero a questi soldati volon-tarii come fossero stati arrotati nelle forme, e l’armata raccolta venne condotta all’assedio. Essa repristinù bentosto le opere, e spinse vigorosamente innanzi i lavori (Tito Livio, Plutarco Vita ai Camillo Floro, lib. I c. 12) sedicesimo Lustro ( Fasti Capitolini ). Anche qui per giungere a questo Lustro portato dai Pasti è necessario ricorrere ai Lustri precedenti. Esso fu fatto 1' anno civile 353 a cui appartiene questo tribunato militare. Nel frammento dei Fasti non rinviensi che il nome del censore M. Postumio Albino Rcgillense. Camillo era suo collega (Val. Mass. lib. II cap. 9 n.° 1 ). Osservabili istituzioni fatte da cotesti censori. Essi punirono con una multa od assoggettarono a più forte imposizione que’ cittadini che in età vegeta osservavano il celibato (Val. Mass. ibid. , Plutarco Vita di Camillo p. 129) ed una ne introdussero pegli orfani che 11’ erano stati sin allora esenti ( Plutarco ibid.). Colla prima di queste istituzioni essi aumentavano la popolazione della repubblica, e colla seconda le rendite. Tribuni militari: C. Servilio Ahala III , Q. Sulp.