296 COMPENDIO CRONOLOGICO lisci. Essi si chiudono entro le loro città. I morbi contagiosi che s’introducono nell’armata, impedisce ai Rom*-ni di assediarle c ne saccheggiano intanto il territorio. Il tribuno Sp. Melio voleva giovarsi del proprio nome per rinnovare l’accusa di calunnia contro Minuzio e domandare la confisca dei beni di Servilio , uccisore di Melio, ma il popolo ricusò di ascoltarlo. Prodigii spaventevoli. Insistenza dei morbi. Tremuoto. Pubbliche supplicazioni. Consoli: C. Giulio Julo li, L. Virginio Tri costo, entrano in carica il i3 dicembre romano 320, a5 dicembre giuliano 4^5. SETTIMO DITTATORE Q. SERVILIO PRISCO FIDENATE. 435.-434- Il contagio imperversa vieppiù. Per placare la collera degli Dei, ed indurli a far cessare il flagello , i Romani chiamano dall’Etruria degli istrioni , la cui unica abilità consisteva nel danzare al suono di flauto. Si pretende che a quest’ epoca siensi introdotti tra i Romani i ludi scenici. 1 Fidenati, uniti ai Veienti, passano 1’ Anio , ed accampano sotto le mura di Roma. Dittatura di Q. Servilio Prisco. Egli scelse a maestro dei cavalieri Post. Ebuzio Elva Comicense. Esercito composto di tutti i Romani in istato di portar 1’ armi. Esce il dittatore da Roma ed obbliga i nemici a ritirarsi e a rinchiudersi in Fidene. indi blocca questa città, senza poterla espugnare per essere troppo fortificata, nè ridurla colla fame, percliè approvigionata abbondantemente, la attacca colla mina, divide i nemici con falsi attacchi e penetra nel forte. Presa di Fidene. Censo cominciato a Roma , che non fu ultimato. Esso fu il primo fattosi ciclo coperto. I censori C. Furio Pacilo , e M. Geganio Macerino aveano allora visitato e riveduto il fabbricato