DELLA STORIA ROMANA 457 rio, eh’ era rimasto nel Sannio, e Q. Fahio che teneva a. Roma i comizii consolari. L’ armata dei Sanniti, inquietata da Decio, abbandona il Sannio e si ritira nell’ Etruria ove suscita i popoli a ripigliare le armi. Decio prende molte città dei Sanniti. Vobiiinio si reca con un’ armata nel Sannio. Vi giunge pur Fabio colle sue legioni, e passa nella Lucania, ove calma la rivolta. Rotte ricevute da Appio Claudio cui era stata affidata la guerra d’Etruria. Volunnio chiamato da una lettera che credeva essere di Appio, e che questi contraddice, parte dal Sannio, ove lascia i due proconsoli, e arriva in Etruria colle sue truppe. Mal ricevuto dal suo collega, si dispone a ripartire, ma è ritenuto dalle due armate consolari. Battaglia nel-P Etruria de’due consoli coi Sanniti e gli Etrusci. Voto di Appio sul campo di battaglia, di edificare un tempio a Bellona. Ovidio (1. VI de’Fasti v. 200) riporta ouesto voto ai 3 delle none (3) di giugno. Quindi la battaglia seguì in questo giorno romano dell’ anno 4^8, aprile giuliano dell’anno av. G. C. 296. Vittoria dei Romani. Nuove truppe de’Sanniti, ch’eransi raccolte nel Sannio, prendendo il loro cammino per le terre dei Vescinii entrano nella Campania e nel paese di Falerno, ove commettono grandi devastazioni. Ritorno di Volunnio colla sua armata nel Sannio^ a motivo, secondo Tito Livio, del terminarsi il proconsolato di Fabio e di Decio. Siccome 1’ autorità proconsolare era stata loro accordata per sei mesi a contare dal 10 aprile romano, giorno in cui avea cessato il loro consolato, ne consegue che la dipartenza di Volunnio dall’ Etruria pel Sannio appartiene al mese di settembre romano, il quale corrispose in quest’anno col mese di agosto giuliano. Volunnio avvertito nel suo cammino dell’invasione dei Sanniti, li cerca, li raggiunge carichi di bottino presso Volturno, e li pone in rotta. Staio Minacio, loro generale, vi è fatto prigioniero. Senato-consulto per ¡stabilir due colonie a Mintur-no ed a Sinuessa. La guerra d’Etruria , secondo Tito Livio, impedì al senato di occuparsi di questo stabilimento (V. P anno seguente). Prodigi in Roma spaventevoli. Or-dinaronsi pubbliche processioni per distornarne le conseguenze. Questi prodigi coi quali credevasi che gli Dei Tom. IV. 29 *