DELL’ AMERICA 555 numero. Ralegh partendo gli fece amplissime promesse di ritornare Le» presto (i). Alla sua partenza, un possente cacico chiamato Putijona promise di fargli vedere una miniera d’oro ricchissima, a cui giunsero con molta fatica, ma senza poterne trarre alcun vantaggio perchè mancanti di stromenti per lavorarla, od anche soltanto per ¡scavare la ferra. Ralegh, dic’egli stesso, che avendo intrapreso di farlo colle lor unghie, ciò mostra un infaticabile ardore, ma non già il loro buon senno od il loro sano giudizio. In questo viaggio, uno di quelli che lo accompagnavano accese il fuoco stropicciando insieme due bastoni, ciò che fece lo stesso effetto del- 1’acciarino sulla pietra, e se ne servirono per asciugare le loro camicie che li incomodavano molto, essendo molli di sudore ; videro nello stesso sito varie rupi brillanti al pari dell’oro, una collina rotonda composta di pietre minerali, ed un altissimo monte, il quale da lunge rassomigliava alla torre bianca di una chiesa estremamente elevata, e dall’alto d’esso cadeva un torrente considerabile, ciò che lo fece chiamare monte di cristallo. Don Antonio de Berreo, a cui Ralegh ne fece al suo ritorno parola, gli assicurò trovarvisi diamanti ed altre pietre preziose clic si vedevano sovente rilucere con grande splendore (2). Questo monte è situato in vicinanza al fiume Wini-capora, sulle sponde del quale trovasi un villaggio che porta lo stesso nome, i cui abitanti, occupati a bere per celebrare qualche gran festa, fornirono tuttavia abbondantemente di provvigioni Ralegh ed i di lui compagni, e diedero loro vino eccellente ch’estraevano dalle bacche di pino. Si può credere aver essi preso questo costume di celebrare le feste mercè la loro comunicazione con alcuni popoli dell’Europa (3). Ritornando ai loro vascelli, gl’inglesi, còlti da un furioso uragano, furono vicini a perire sui bassi fondi. Ralegh, insieme con Clifford, Calfield e Grenvil, fu costretto di abbandonare la sua galera per mettersi in una piccola (i) Compendio cronologico, pag. 91 e 92. fa) Idem. pag. 92 e 93. (3) Idem, pag. <)3.