DELL’ AMERICA assai popolate, con un romore cosi forte quanto quello del tuono (1). Niun paese offre alla vista oggetti più gradevoli e più seducenti-, le pianure sono unite e molto estese, coperte di una ridente verdura, senza bronchi, e gradevolmente irrigate; il terreno è di una sabbia dura, propria al camminare e comoda alle vetture; ad ogni tratto si rinvengono colline che innalzano le loro teste coronate di verde, quasi per rendere il colpo d’occhio più gradito. Non si sente in alcun luogo una musica più gradita di quella degli uccelli, che si annidano all’avvicinarsi della sera sui rami degli alberi, e che piacciono agli occhi per la varietà delle loro piume, come allettano le orecchie per la diversità deliziosa de’ loro canti. Sulle sponde di quel fiume si trovano gru ed aironi bianchi, chermisini, incarnati c di altri varii e gradevoli colori. L’aria, tenuta in movimento da un vento fresco dell’est, è carica del profumo dei fiori, e non liavvi forse nell’universo verun paese ove si vegga l’apparenza di tante ricchezze, perchè ciascheduna pietra toccata dagl’ inglesi portava le traccie dell’oro e dell’ argento, commiste colle altre sue particelle. Tuttavolta uno spagnuolo, molto esperto nella cognizione dei metalli, avendo esaminato taluna di quelle pietre, disse esser esse ciò che si chiama la matrice dell’oro, e di poco valore in sè stesse; ma dar però luogo a credere che vi esistessero miniere a poca distanza (2). Trovasi in questo paese un fiume chiamato Caora (3), le cui sponde sono abitate da genti che si pretende abbiano la testa attaccata al petto, e che sieno quindi sprovvedute di collo, Ralegh non racconta di aver veduto egli stesso alcun individuo di quella nazione, ma assicura di parlarne sulla relazione di testimonii oculari, il cui amore per la verità non può essere revocato in dubbio (4)* Theobald, nelle sue note sulla tragedia d’Otello, mette (1) Compendio cronologico, pag. 83 ed 8.(. (2) Idem, pag. 84 ed 85. (3) Nella carta di Bruè, dall’altro lato del «onte che limita il Catoni, esiste un altro fiume chiamato Cuyuni, il quale va a gettarsi nell’ Essequeho. (4) Compendio cronologico, pag. 85.