DEL NUOVO TESTAMENTO 55 questa l’ultima di lui apparizione. Che che ne sia , nell’ istante di far ritorno al Padre suo, condusse seco i propri discepoli sul monte degli Oliveti. Quivi diede loro l’estremo addio , ripetendo ad essi l’ordine di già dato di recarsi a predicare ed a battezzare per tutta la terra, promettendo di essere secoloro sino alla fine dei secoli ; c quinci benedicendoli, si elevò da terra c si avviluppò in una nube che lo tolse ai loro sguardi. Mentr’ essi tenevano gli occhi rivolti verso il cielo, sopravennero due angeli ad annunciar loro che un giorno Gesù scenderebbe dal cielo per giudicar tutti gli uomini , a quella guisa eh’essi lo aveano veduto salirvi. Allora i discepoli scesero dalla montagna e ritornarono in Gerusalemme. Giusta la Volgata l’apostolo San Giovanni nel terminare del suo Vangelo dice che : Gesù operò ancora molte altre cose . le quali ove volessero riferirsi ad una ad una, egli è di parere-che il mondo tutto non basterebbe a contenere i libri che se ne scrivessero. Se non che intendendosi qui per mondo i suoi abitatori invece che il globo terrestre, cosa comunissima nella Scrittura , e interpretando la parola X*>fí/3of del testo originale per concepire, comprendere, imaginare, in luogo di contenere, come traduce la Volgata, ciò non altro significa se non che Gesù fece taute cose, che volendole riportar tutte minutamente , gli nomini tutti insieme uniti durerebbero fatica a concepire la quantità dei libri che se ne comporrebbero, In tal guisa l’iperbole non trascende la verosimiglianza , eh’ è quanto può pretendersi nell’ uso di questa figura rettorica. Era pratica dei magistrati romani di stendere processi verbali ed atti intorno tutto ciò che avveniva di notevole nella loro provincia, onde spedirli all’imperatore. Dietro quest’ usanza, Pilato stese la relazione del crocifiggimento di Gesù Cristo, cui inviò a Tiberio con una lettera riferita dal martire San Giustino (Apoi. I, p. 65), da Tertulliano (Apoi. c. V.), da Eusebio (Stor. Eccl. 1.. II), c da altri rispettabili scrittori, che appellano intorno a ciò agli archivi del Senato. La lettera conteneva in sostanza, che Pilato era stato costretto di far porre in croce Gesù Cristo onde impedire una sollevazione dalla parte degli