a86 CRONOLOGIA STORICA » giunge Io stesso- autore la formula prodotta da Thier- v ri di Niem può benissimo essersi inventata da qualche j> falsario sui racconti di Liutprando e Sigeberto di Gem-» blouos c sull’ estratto del testo originale conservatoci » da Graziano. La collezione di Goldast è piena di leg-» gi e di costituzioni, la cui sostanza è vera incontrasta-» bilmente, ma la cui forma non- è che un tessuto d’iin-n posture » . 967. Romanum , nel mese di gennaio, da papa Giovanni XIII, alla presenza dell’imperatore Ottone I. Di questo Concilio non ci rimane che un diploma dato dal-1’ imperatore coll’japprovazione dell’ assemblea in favore dell’ abbazia di Sublac. Ma se si dà retta a Muratori venne in questo Concilio confermato il titolo di metropoli di tutta la Venezia alla Chiesa di Grado. Aggiunge Sigonio che in questo stesso Concilio fu proposto di abolire la legge ordinante di confermare gli atti pubblici con solenne giuramento, siccome quella eh’ era un semenzaio di spergiuri, ma che l’affare fu rimesso ad altro Concilio. Statutum est ut ejus rei judicium in alium Conventum rejiceretur. Questa legge non fu effettivamente abolita che nell’anno 983 in una dieta teuuta dall’ imperatore Ottone II, al ritorno dalla sua funesta spedizione contra i Greci. Ma a questa legge pericolosa altra ne fu sostituita peggiore; quella cioè di obbligare coloro che facessero una falsa inscrizione contra un documento, di provarla col duello (Muratori, p. Mansi, e Saint Marc.). 967. Ravennense, il 20 aprile dopo Pasqua. Vennero dall’ imperatore Ottone confermate alla santa Sede le donazioni e i privilegi ad essa accordati dagli antichi imperatori , e fatte restituire le terre e le altre rendite di san 'Pietro cadute in mani aliene. Il Concilio approvò la deposizione di Eroldo arcivescovo di Saltzburgo fatto ac-ciecare dal duca di Raviera, e l’elezione dell’arcivescovo Federico sostituito a lui dalla nobiltà bavarese. Propose Ottone di fondare un nuovo arcivescovato a Magdeburgo in favore delle provincie di fresco conquistate sui Veneti e gli Slavi, e ciò fu approvato da papa Giovanni XIII,