DEI CONCILI 317 iofe. Lucerne, ili Lucca, ila papa Alessandro II, il 11 dicembre. Venne anatemizzato l’antipapa Cadalous, poi assolto Eritt# abbadessa di santa Giustina di Lucca, falsamente accusata di delitti da tre delle sue religiose ( p. Mansi Suppl. T. I. ). io63. Romamun I, di oltre cento vescovi, sotto A-lessandro II, il 9 maggio. I monaci di Vallombrosa accusarono di simonia.Pietro vescovo di Firenze, e si esibirono di provarla col fuoco, ma il papa non volle nè deporre il vescovo nè accordare ai monaci la prova del fuoco. Si fecero poscia ia canoni, che son tratti parola a parola dal Concilio di Roma dell’anno to5g. Il p. Mansi sull’autorità di un manoscritto antico lo pone all’anno 1068, invece del io63, come facciamo noi colla scorta di Pagi. io63. lacetanum, di lacca in Aragona, da Austinde arcivescovo ili Audi, e cinque (Vion otto), de’suoi suf-fragauei. Da Iluesca viene trasferita a lacca la sede episcopale, perchè la prima era in potere degli infedeli, ma a condizione che allorquando venisse ricuperata dai Cristiani , quella di lacca rimanesse dipendente da essa come da madre. Si fecero inoltre parecchi regolamenti pel ristabilimento de’costumi e della disciplina, alterati da continue guerre; e finalmente abolir si volle il rito goto per attenersi al romano. Baronio e Labb.e pongono questo Concilio colla scorta di Zurita all’anno 1060, su che sono confutati da Pagi. Dall’aver il vescovo di Audi preseduto a questo Concilio concluse Marca (Ilist. de Bcarn p. :>.4f.) ch’egli a quel tempo esercitava i diritti di metropolita nella provincia di Tarragona. io63. CabUoncnse, di Chàlons sulla Saona.‘Il legato Pietro Damiano in un coi vescovi corresse parecchi a-busi e col consenso di tutti i prelati dell’ assemblea confermò la giurisdizione di Cluni aggredita da Drogon vescovo di Macone. Questo prelato giusta una carta conservata a Cluni fu condannato a digiunare otto giorni a pane ed acqua per riparare al suo fallo. Non si poteva più