DEI CONCILI re. Si rinnovò il divieto ai laici di ricevere o conferire investiture, e si reiterarono le scomuniche contra Tebaldo di Milano, Ghilberto di Ravenna e alcuni altri vescovi, non che contra i Normanni, che saccheggiavano in Italia le terre della Chiesa. 1080. Wirtzcburgense , di Wurtzburgo. L’imperatore Enrico IV, è bensì riconciliato colla Chiesa, ma non ristabilito sul trono (Edit. Fen. T. XII.). 1080. Burgense, di Burgos, nella Castiglia vecchia, tenuto dal cardinale Riccardo , abate di san Vittore di Marsiglia e legato. Il re D. Alfonso VI, ordinò che 1’ officio romano fosse sostituito nella Spagna al gotico. Questo decreto avendo prodotto nel paese delle turbazioni, fu convenuto di rimettere l’affare all’esito di un duello tra due cavalieri, uno dei quali sosterrebbe l’officio gotico e l’altro il romano. Rimase vittorioso il campione del primo officio, ma ciò malgrado persistette il re nella presa risoluzione, e prevalse 1’ officio romano. Ferrera mette questo Concilio nel 1077. Pagi però prova ch’esso appartiene al 1080. 1080. Mcldcnse, dal legato Ugo di Die, nel quale Ursione vescovo di Soissons fu deposto, e Arnoldo abate di san Medardo posto in sua vece (Labbe). Confermossi inoltre la donazione fatta recentemente a Cluni da Gof-freddo conte del Perche, del monastero di san Dionigi di Nogent malgrado il reclamo dell’ abate di Saint-Pere de Chartres, che pretendeva a se appartenere (Mal/il Ann. T. V. p. 157.). 1080. Juliobonensc, di Lillebonne in Normandia, alle feste di Pentecoste , presente Guglielmo il Conquistatore. Si fecero i3 canoni giusta una lezione, e 46 secondo altra. Ma le due lezioni quanto all’espressioni sono le stesse, di guisa che i 46 canoni nulla dicono più che i 13, e non sono che frasi diversamente numerizzate. In questo Concilio si vede che trascurando i vescovi di ga-stigare i cherici concubinarii, ne fu avvertito il re il qua-