DEI CONCILJ 247 canoni di cui è a notarsi Fu.“ porcile i vescovi dichiarano non poter senza il consenso ili un’ assemblea più numerosa riconoscere per legato di santa Sede Dro-gon, vescovo di Metz cui papa ¡Sergio lì avca decorato di questo titolo. Nella prefazione esortasi il re a conservare co’suoi fratelli la pace. • 845. Bellovacense, di Beauvais nel mese di aprile tenuto da dieci vescovi. Hincmar, monaco di san Dionigi fu eletto arcivescovo di Reims, e si fecero otto articoli che il re Carlo giurò di osservare. 845. Meldense, di Meaux, il 17 giugno, tenuto dai vescovi di tre provincie Sens, Reims, Bourges. Si raccolsero i canoni di alcuni Concilii precedenti, ai quali si aggiunsero altri 56, che in tutti formano 80. Questi canopi, parecchi de’quali, quelli in particolare che proibivano F alienazione de’ beni ecclesiastici, incomodavano ai signori laici, ed eccitavano le loro lagnanze. Il re Carlo il Calvo, per farne ragione, indicò Fanno seguente un’assemblea generale a Epernay sulla Marna, in cui si chiese la presentazione degli statuti del Concilio di Meau, c per poterli con maggior libertà esaminare, fosse imposto ai vescovi di ritirarsi. Il re si addattò alla loro inchiesta, e uscir fece i prelati. I grandi dopo avere discusso gli atti del Concilio di Meaux, fecero scelta di 19 canoni che in nulla ferivano i loro interessi nè le loro pretensioni; li presentarono ai vescovi dicendo che non ne aveano accettata che quella porzione perché il re ed essi non voleano adottarne di più» Questi canoni vennero posti nel novero dei Capitolari di Carlo il Calvo. I vescovi in quest’assemblea furono assai maltrattati, e in nessun altro tempo, dice l’annalista Saint-Bcrtin. l’ordine episcopale riportò sì grand’ onta. 846. Parisiense FUI, il 14 febbraio per l’affare di Ebbon, cui Lotario per vendicarsi di Carlo intraprese di repristinare a Reims oltre un anno dopo F ordinazione di Ilincmar, eli’ egli conosceva esser fedele a Carlo. Ma que-