DEI CONCILI nuova, non più esistente. Vi assistettero quattro metropoliti, e soli venticinque vescovi. Gli atti di questo Concilio sono divisi in tre libri. Il primo contiene cinquantaquattro articoli, la più parte riguardanti ai vescovi. Il secondo ne comprende tredici che -concernono i doveri dei re. Nel terzo i vescovi ne rendono conto agli imperatori Luigi e Lotario, e ripetono ventisette articoli del primo, domandando in particolare agli imperatori l’esecuzione di dieci di questi articoli. La parte più importante del Concilio si aggira sulle operazioni delle due potenze; della regale in quanto i principi s’ingeriscono da lunga pezza negli affari ecclesiastici, e della ecclesiastica in ciò che i vescovi parte per ignoranza, parte per cupidigia s’occupano, più che loro competa, in affari temporali. 829. Moguntìnum: di Magonza nel mese di giugno tenuto dall’ arcivescovo Otgario e altri ventitré vescovi. Esso è uno dei quattro Concilii di cui si è testé parlato. Gothescale, monaco di Fulda vi comparisce in un a Raban di lui abate per chiedere di esser rimandato libero dalle strettezze della vita monacale, atteso che egli era stato posto in religione da’ suoi parenti nella infanzia senza nè saperlo nè volerlo. Venne accolta dai prelati la domanda di Gothescale. Ma Raban appellò da questa decisione all’imperatore, cui rimise un trattato da lui scritto intorno l’obblazione dei fanciulli. Come Otgario l’ebbe letto, ritrattò il suo giudizio, e permise soltanto a Gothescale di ritornare ad Orbais, suo primo monastero ( Conc. Gena. T. II.). 823. Vormatiense, di Worms dopo i quattro Conci- lii precedenti. Fu fatto un capitolare di parecchi articoli, il più notevole dei quali vieta la prova dell’acqua fredda sino allora praticata. Abbiamo un trattato di Agobardo composto in quello scorcio di tempo contro tutte le prove che erano dal popolo chiamate allora giudizii di Dio. 829. * Constantinopolitanum, in cui l’imperatore Teofilo fa proscrivere le imagini sacre.