DEI CONCILI • i37 366. od all’incirca. Laodicenum, di Laodiccanella Frigia pacatiana. Esso è celebre pei cinquanta canoni estesi intorno a diverse materie di disciplina, riguardanti principalmente i riti e la vita cbericale. Nella collezione di Dionigi il piccolo non trovasi altrimenti'il 6o.°: esso è quel- lo che regola il canone delle Scritture, nel quale si om-mette Juditta, Tobia, la Saggezza, l’Ecclesiastico, i Maccabei e 1’ Apocalissi. Ignorasi precisamente l’anno di questo Concilio. 366. Tyanense, di Tiane in Cappadocia, ove i Macedoni riuniti recano le lettere di comunione di papa Libero e di altri vescovi d’Occidente, e di concerto coi cattolici orientali, accennano un Concilio a Tarso per confermare la Fede di Nicea. Ma l’imperatore Valente ad istigazione degli Ariani, vietò loro di raccogliersi (FI.). Pagi mette questo Concilio nel 365. 367. Romanum I, tenuto da quarantaquattro vescovi in proposito di un’accusa di adulterio iormata dagli scismatici contro papa Damaso. Credesi che in questo Concilio siano stati condannati i Paterniani, detti altrimenti Venustiani, che al diavolo attribuivano la formazione delle parti inferiori del corpo umano, e permettevano di farle servire ad ogni sorta di delitto (Edit. Ferì. T. 11.). 367. * Anliochenum, di Antiochia nella Caria , ove trentaquattro vescovi asiatici sostennero la professione di Fede della dedicazione della Chiesa di Antiochia, siccome opera del martire san Luciano (Tillemont). 36g. Romanum II, tenuto da papa Damaso, dove si condannano Ursazio e Valente (Tillemont). Pagi mette questo Concilio nel 367. 3yo. od all’ incirca. Alexandrìnum , donde sant’Ata-nasio scrisse a papa Damaso per ringraziarlo di aver condannato Ursazio e Valente. Egli vorrebbe che si avesse fatto lo stesso ad Aurenzio di Milano; ciò che sembra aver dato occasione al Concilio di Roma del 372.