CRONOLOGIA STORICA Il numero de’capitani montava già a trentaquattro, e colla loro influenza c con quella ile’principali ecclesiastici (i) pervenne Vieira a calmare i malcontenti. In quel tempo il consiglio olandese pubblicò una grida per costringere tutte le donne, il di cui marito, figlio, padre o cognato si trovasse fra gl’ insorti, ad abbandonare le loro case nello spazio di cinque giorni, sotto pena di essere esse punite come ribelli, e dichiarando indegni della protezione degli Stati tutti quelli che le ricovrassero. Alcuni portoghesi, che non aveano preso le armi, intercedettero appo il Consiglio perchè lasciasse queste infelici alle case loro fino all1 abbassamento delle acque che rendevano allora le strade impraticabili; ma questa domanda fu ricusata. Fu poscia rinnovata dal padre Manuele do Salvador, che s’indirizzò al governatore dicendogli, esporsi cosi a punire quelli che non avevano commesso alcun delitto; i boschi essere ripieni di soldati e d’indiani armati; non essere i portoghesi per perdonare giammai un’ ingiuria fatta alle loro mogli, ai loro figliuoli. Se si vuole eseguire quest’editto, gli olandesi, aggiuna’egli, saranno in guerra coi portoghesi finché questi ne serberanno la memoria. Queste rappresentanze non produssero alcun effetto sullo spirito dei membri del consiglio, che gli parlarono con amarezza d’ una lettera di Vieira e gliene fecero veliere un’altra, nella quale proraettevasi di consegnarlo ad essi vivo o morto. Il padre Salvador, temendo per la sua propria sicurezza, si ritirò egli pure ne’boschi dopo d’avere spedito un messaggio a Vieira per avvisarlo di ciò ch’era accaduto. L’editto contra le mogli ed i figli degli insorti fu eseguito, cd essi s1 internarono nelle foreste in mezzo alle pioggie ed alle inondazioni. Nel i5 luglio Vieira fece affiggere nei luoghi più frequentati del Recif una controgrida nella quale denunciava l’editto del consiglio, siccome barbaro e crudele, contrario alle leggi della natura ed a quelle dell’umana politica; editto, diccvasi, che sottomette alle leggi militari donne cui la debolezza loro naturale e la civiltà in uso presso (i) I padri fra Giovanni da Rcsurrcizao, Simao de Figueyredo, Giovanni d’Araujo.