DELL’ AMERICA 77 villaggi degl’inimici, uccise settecento guerrieri e condusse settecento prigioni incatenati a Belem (i). iG64- Il governatore Sequeira, malcontento delle leggi che gli toglievano il diritto di nominare al comando delle spedizioni contra gl’indiani, propose di sospendere quelle leggi, attendendo l’ultima decisione dal re e quella delle camere di Belem e di San Luigi. La prima si dichiarò in favore delle ordinanze, ed il governatore tolse quindi il comando a Francesco de Seyxas ed elesse un altro capitani mor per rimpiazzarlo ; ma poscia il procurador Adamo Correa fece spiegare lo stendardo regale nel giorno del Corpo de Deos, fece mettere in libertà il vcrcador e pubblicò le leggi (2). 1666. Il Brasile sofferse quest’anno maggiori calamità di quante ne avea patito dopo la scoperta e la conquista. Questi disastri furono preceduti l’anno innanzi da una cometa, la quale, durante varie notti tenebrose, gettò una fosca luce su quella parte dell’jAmerica, « annunziando, dice Rocha Pitta, le disgrazie che dovevamo soffrire. » Un altro straordinario avvenimento si fece sentire a Bahia: il mare s’innalzò ad una tale altezza, da inondare le spiaggie al di là dei limiti naturali, lasciandovi un’ e-norme quantità di piccoli pesci. In pari tempo faceva grandi stragi il vaiuolo, che scoppiato nella provincia di Pernambuco, si diffuse poscia in quella di Rio Janeiro e nelle provincie del sud, cagionando una sì grande mortalità che l’agricoltura c le piantagioni di zucchero mancavano di braccia, da cui seguitò la carestia (3). 1667. Essendo spirato il termine del governo di Sequeira, gli fu nominato a successore Antonio d’Albuquer-que Coelho de Carvalho, figlio del primo governatore di quello Stato, il quale annunziò la conferma della soppressione delle leggi in discorso, purché la distribuzione annua degl’indiani prigionieri fosse effettuata dal primo ( 1 ) Berredo, §§ 1109-1717, n 34-1138, citato da M. Southey, cap. 29. Diario da viogtm, ecc., ms. (2) Southey, cap. 39, ove cita Berredo, §§ n3g-n49. (3) Amer. Port., lib. VI, 20-27.