DELL’AMERICA 411 essere considerati come oggetti di contrabbando di guerra, essi sono limitati a quelli qui sotto indicati: cannoni, mortai, lucili, pistole, granate, bombe, razzi, cartatuccie, palle, polvere, salnitro, corazze, picche, spade, alabarde, sciablr, fornimenti, selle ed ogni altro stromento di guerra (art. io.°). I cittadini e sudditi dei rispettivi paesi saranno trattati appo l'una 0 l’altra delle parti contraenti, riguardo alle loro persone, proprietà, religione ed industria, con tutti i riguardi e privilegi accordati alla nazione la più favorita. Godendo alcuni stranieri nel Brasile della facoltà di tenere conti aperti colle dogane per il pagamento dei balzelli, questo favore sarà ugualmente esteso ai residenti anseatici (art. n.°). Le alte parti contraenti si riservano il diritto di fare le stipulazioni addizionali, cui l’interesse del commercio potrà suggerire, e le quali in questo caso saranno considerate, siccome facicnti parte della presente convenzione (art. 12.0). Quantunque la presente convenzione possa essere considerata siccome comune alle tre città libere ed anseatiche di Lubccca, Brema ed Amburgo, nessuna solidarietà di esecuzione non esiste tra i loro rispettivi governi, e le presenti stipulazioni saranno sempre per cadauno d’essi esecutorie, non ostante la contraria determinazione delle altre (art. 1 i.°). Le presenti saranno ratificate, e le ratificazioni cambiale a Londra nello spazio di quattro mesi, 0 più presto se possibile. Esse saranno in pieno vigore pel periodo di dieci anni, a datare dal giorno del cambio delle ratificazioni, e, trascorso questo termine, fino a che i senati delle città anseatiche, sia collettivamente, sia disgiuntamente, abbiano annunziato l’intenzione di conchiudere una simile convenzione, e durante tutto il tempo necessario per la rinnovazione o modificazione della stessa (art. 14.°). Fatto a Rio de Janeiro, nel 17 novembre dell’anno di grazia 1827. Firmati: Gildemeister, C. Sieveking, marchese di Queluz, conle di Lages (1). (1) Cvlleczao das ìeis, voi. Ili, pag. 53-57.