DELL' AMERICA 3.7 congresso di Lisbona i popoli del Brasile si sono finalmente determinali d’instituire un’assemblea legislativa, e mi hanno unanimainente scelto in loro perpetuo difensore. Tutte le misure proprie a mantenere il Brasile sotto il giogo della schiavitù lianno avuto l’approvazione di quel congresso; i deputati brasiliani furono pubblicamente insultati; la loro vita medesima è stata minacciata. Don Giovanni VI, mio augusto genitore, è stato costretto di discendere dall’ alta dignità di monarca costituzionale per diventare editore dei decreti di ministri corrotti e de’membri faziosi del congresso, i cui nomi saranno destinati alla esecrazione della posterità. » Nel 12 del corrente mese, gli eroici popoli del Brasile mi lianno proclamato loro imperatore costituzionale, dichiarando la loro independenza. Tale è la situazione del Brasile ; niente tuttavia impedisce la continuazione delle antiche sue relazioni col Portogallo, purché non sieno inviate altre truppe per l’invasione dell’impero. Portoghesi! io vi offro il termine di quattro mesi per prendere la vostra decisione; voi dovete scegliere tra la continuazione di un’amicizia fondata sulla giustizia, sulla generosità, sui legami del sangue ed i reciproci interessi, od una guerra violenta, che terminerà colla ricognizione dell’independcn-za del Brasile, ovvero colla ruina d’ambo i paesi (i). » Nel 4 novembre il re di Portogallo, nel discorso di chiusura della sessione delle cortes straordinarie costituenti del Portogallo, si espresse cosi: « In forza di questa medesima saggezza e delle misure conciliatrici che avete tentato per mantenere l’integrità del regno unito e fortificare i paterni legami che ci uniscono ai brasiliani, le provi n-cic dissidenti ricovreranno la tranquillità e i vantaggi che dipendono dalla loro unione co’portoghesi in Europa. Quest’argomento, signori, fa rivivere memorie che affliggono il mio cuore, ed io lo passerei sotto silenzio, se non a-vesse una diretta relazione co’vostri lavori e colla riconoscenza che vi è da me e dalla nazione dovuta. La gloria dei re è inseparabile dalla felicità de’loro sudditi, e que- (i) Colltczao dai leis, ecc., pag. i3 e .4-